E' in forte ritardo il programma operativo della Basilicata del Fondo Europeo di Sviluppo Rurale (Feasr), dove lo stato di avanzamento, al 4 dicembre scorso, è fermo al 22,8% (153 milioni di euro spesi), e con un rischio disimpegno da parte della Commissione Europea di oltre 50 milioni di euro (13,1%).
Lo dichiarano Stefano Mantegazza e Gerardo Nardiello, rispettivamente Segretario Generale e segretario regionale Uila-Uil, a seguito del "monitoraggio Uil sulla programmazione del fondo Feasr", elaborando i dati della spesa, forniti dal Ministero per le politiche agricole, dei singoli programmi operativi regionali, e delle Rete Rurale Nazionale al 4 Dicembre 2011.
Ne esce un quadro, spiegano i sindacalisti della Uil, che presenta un livello di spesa effettiva abbastanza modesto nel Mezzogiorno ma, che non risparmia tre Regioni del Centro Nord: infatti sono 10 le Regioni, tra le quali la Basilicata, in cui si registrano "performance" negative.
La speranza è che, commentano Mantegazza e Nardiello, nell’ultimo mese di Dicembre, le Regioni abbiano accelerato la spesa di tali Fondi, perché sarebbe un "delitto" restituire soldi, tra l’altro gli unici certi per lo sviluppo, a Bruxelles. E’ prioritario, a questo punto un forte impegno nazionale a favore delle politiche agricole, nell’accelerazione della spesa, perché anche se con "tecnicismi" vari si riuscisse a non perdere le risorse, rimane comunque un dato preoccupante: la scarsa propensione ad una buona programmazione, unitamente ad un alto tasso di inefficienza della pubblica amministrazione. Tornando ai dati, spiegano i due sindacalisti della UIL, per il periodo di programmazione 2007-2013 il Fondo Europeo Agricolo nel Mezzogiorno, se si esclude l’Abruzzo, nessuna Regione ha raggiunto il livello di spesa per evitare il disimpegno automatico a fina anno. In forte ritardo il programma operativo della Basilicata dove lo stato di avanzamento è fermo al 22,8% ( 153 milioni di euro spesi), e con un rischio disimpegno da parte della Commissione Europea di oltre 50 milioni di euro. Non va meglio in Molise con uno stato di attuazione al 23,4% (49 milioni di euro spesi), e 11 milioni a rischio restituzione; così come in Sicilia con un livello di avanzamento al 25,4% (556 milioni di euro spesi) e 89 milioni di euro a rischio restituzione; in Campania lo stato di avanzamento è al 26,7% (484 milioni di euro spesi) e 16 milioni di euro a rischio restituzione; in Puglia lo stato di avanzamento è al 27,9% (451 milioni di euro spesi) e 52 milioni di euro a rischio disimpegno; in Calabria lo stato di avanzamento è al 28,9% (315 milioni di euro spesi) e 45 milioni di euro a rischio disimpegno; in Sardegna lo stato della spesa è al 31,3% (404 milioni di euro) e 27 milioni di euro a rischio disimpegno.
Alla luce di questi dati è indispensabile, quanto mai urgente, mettere in moto tutti i processi per assicurare la velocità della spesa concentrando le risorse su pochi e selettivi interventi e con un forte coordinamento con le politiche ordinarie.Perché, tra l’altro, se si paragonano i dati di spesa del nostro Paese, con quelli degli altri Stati membri, su una media europea del 41,8%, il nostro Paese è al terz’ultimo posto precedendo soltanto Bulgaria e Romania, molto distante non solo dall’Irlanda e Lussemburgo, ma anche da Francia e Germania.
Questo dati – concludono Mantegazza e Nardiello – già di per se allarmanti per il presente, incidono in maniera molto negativa sul negoziato sulla PAC che si è aperto a in Europa per il periodo 2014-2020. Sollecitiamo, pertanto, il Governo a prendere tutte le azioni indispensabili per migliorare la performance della spesa, anche perché ormai è chiaro a tutti, che le risorse dei Fondi Comunitari sono le uniche certe spendibili per lo sviluppo e la crescita per i prossimi anni.
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