L’Assemblea della Sezione provinciale di Potenza UCIDha preso in esame il recente Rapporto 2010 della Banca d’Italia sull’economia lucana. "Un rapporto nel suo insieme preoccupante – spiega il presidente della sezione Antonio Papaleo – pur nella sua cruda veridicità,che può indurre a forme di pessimismo, come con qualche forzatura ha sottolineato il Presidente De Filippo".
Pe l'Ucid "la verità è data dalle troppe e troppo a lungo politiche di sviluppo disattese e sottovalutate, ivi comprese le “distrazioni” circa un migliore e maggiore impegno verso una tempestiva attenzione alle infrastrutture materiali ed immateriali; oltre che al flusso migratorio delle “intelligenze” causa prima del calo demografico regionale, le cui conseguenze possono essere nell’immediato la mortificazione e/o soppressione dei Servizi alla Persona ad alla Collettività, e nella prospettiva un vero e proprio tracollo economico della regione. Da queste semplici ma significative riflessioni, l’esigenza di non attardarsi oltremodo nella ricerca di individuare percorsi virtuosi che possano rilanciare un progetto mirato al superamento dei troppi gap, semmai allertando come da tempo va dicendo il Sindacato, una seria politica di Concertazione, coinvolgendo tutti i Segmenti organizzati della Società lucana, UCID incluso, anche se gli stessi non sono immuni da responsabilità avendo taciuto sulla soppressione del CREL (Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro). E’’tempo,quindi,di non disperdere energie, trascurando semmai le strategie di “piccolo cabotaggio”, quali quelle verificatesi negli ultimi giorni, mirate ad accaparrarsi piccoli “strapuntini” nel Gotha del Consiglio Regionale, ma sapendo cogliere le ansie e le aspettative che il Popolo ha voluto testimoniare con la massiccia partecipazione al voto sui quattro referendum".
"Da sempre – conclude l'Ucid" andiamo ripetendo che in Basilicata insistono risorse ed opportunità che vanno sapute essere messe a disposizione di tutti; occorre che le Istituzioni se ne vogliano e sappiano rendere conto, in questo supportate dai Partiti, o di quel che ne rimane di questi organismi, anch’essi prima e più che strutture di partecipazione,divenute sedi di potere centralistico se non proprio semplici stati d’animo.