Dopo mesi di attesa e di vane promesse per interventi capaci di fronteggiare la grave condizione di crisi che attanaglia l’economia lucana, nulla è stato fatto per attenuare i tanti disagi e le sofferenze degli operatori economici e degli imprenditori agricoli in particolare, che più di altri hanno avvertito il peso di una annata sfavorevole sotto ogni punto di vista. Nel mentre i risarcimenti annunciati dal governo regionale, per le avversità atmosferiche e le nevicate, sono ancora da venire e nessun iniziativa è stata assunta per attenuare l’impatto della caduta dei prezzi di mercato e del reddito aziendale, non è accettabile e sopportabile che la Regione continui a spendere e sperperare ingenti risorse finanziarie e ad agire nell’esclusivo tornaconto politico.
Lo sostiene in una nota l’Unione coltivatori italiani di Basilicata, a parere della quale "così non va e così non si fa".
"Sono di questi giorni – sostiene l'Uci di Basilicata – gli ennesimi provvedimenti destinati agli Enti pubblici e ai cartelli di comodo, dai 5,2 milioni di euro per finanziare campetti multifunzionali e altre installazioni urbane che nulla hanno a che vedere con le attività produttive, ai quasi 3 milioni di euro per nuovi incarichi e collaborazioni negli uffici regionali, fino agli interventi, fatti passare attraverso Enti e società di comodo, senza nessuna logica programmatoria e senza nessuna procedura trasparente.
E’ il caso del progetto sui Borghi d’eccellenza lucana, dove sembra che con lo zampino dell’Apt, si voglia dar vita a un intervento promozionale in una quindicina di Comuni, alcuni neanche formalmente aderenti alla rete che è stata annunciata, scelti, non si comprende bene con quale metodo tra i tanti borghi di pregevolezza e prevedendo di affidare, senza una corretta evidenza pubblica, la gestione e l’attuazione dell’intervento a una non meglio identificata ditta esterna.
Analogo meccanismo risulta essere alla base di un intervento promosso dall’Area Programma e dai Comuni del Marmo Melandro, dove si consuma il paradosso numero uno di questa inizio di pazza estate; infatti, a causa dell’inasprimento delle normative e dei vincoli per lo svolgimento di tantissime manifestazioni culturali ed enograstronomiche, alcune delle quali probabilmente non si potranno più svolgere, con danno sia per gli operatori locali che per i turisti, le Amministrazioni dell’area hanno pensato bene di svolgere un seminario e un corso sulla sicurezza degli eventi; tuttavia, anziché rivolgersi agli Uffici pubblici preposti a tali attività, hanno proceduto all’affidamento diretto al Consorzio di Sviluppo Rurale del Marmo Melandro, impropriamente definito Gal, che a sua volta, con attività remunerata e rimborsata, dovrà intervenire sull’idoneità sanitaria per alimentaristi.
In sostanza siamo di fronte ad un comportamento inaccettabile, che prende a pretesto l’inasprimento irragionevole delle norme e delle disposizioni sullo svolgimento delle manifestazioni e degli eventi, per dare spazio a interventi utilitaristici e clientelari che accentuano ulteriormente il clima di sfiducia e di confusione diffuso tra la gente.
A pagarne le conseguenze, saranno in primo luogo gli operatori economici e le tante associazioni che animano i nostri territori e che in Basilicata, a differenza di quanto avviene in altri luoghi, dal Salento a Bolzano, non solo non possono fare affidamento sul sostegno dei finanziamenti pubblici indirizzati quasi esclusivamente verso le filiere potitico-istituzionali costruite ad arte, ma devono far fronte ad un appesantimento burocratico e normativo che rende impossibile la realizzazione di tantissime iniziative che finora hanno consentito di costruire una interessante offerta basata sul connubio tra turismo-agricoltura-cultura. Per far fronte alla preoccupante situazione che si è determinata, l’Uci di Basilicata, ritiene indispensabile ed urgente adottare misure immediate per consentire a tutti di operare in un quadro di compatibilità e di coerenza con gli obiettivi di crescita e di sviluppo economico e sociale.
A tal fine, l’organizzazione degli operatori agricoli, sollecita il presidente della Regione a convocare un tavolo operativo con gli Uffici, l’Asl, i Comuni, le Pro Loco, le Associazioni, in modo da superare la confusione e le incertezze che si sono determinate, definendo con puntualità le linee di intervento per evitare che vengano del tutto compromesse le opportunità e le potenzialità offerte dalla stagione turistica".