"La cattiva notizia è che i tumori infantili in Italia sono sopra la media europea ed americana mentre la buona notizia è che aumenta la sopravvivenza dei piccoli pazienti".
Sono queste – riferisce l'Anisap della Basilicata – le conclusioni sui dati, pubblicati su Epidemiologia e Prevenzione, raccolti dalla Airtum (Associazione Italiana registri dei tumori) e diffusi in occasione della dodicesima Giornata internazionale contro il cancro infantile che si è svolta sabato 15 febbraio scorso, con al centro dell’attenzione un obiettivo ben preciso: il miglioramento delle cure per gli adolescenti e i giovani adulti che si ammalano di tumore.
Lo studio – continua l'Anisap – fornisce una misura aggiornata dell'incidenza e della sopravvivenza dei soggetti con tumore in età pediatrica (anni 0-14) e adolescenziale (anni 15-19). Secondo i dati raccolti, l'incidenza di neoplasie tra i piccoli con età compresa tra i 0 e i 14 anni è pari a 175,4 nuovi casi all'anno ogni milione di abitanti. Al Sud è leggermente al di sotto: 163 nuovi casi l’anno per ogni milione di maschi e 142 nuovi casi l’anno per ogni milione di femmine. La Basilicata è in questa media. L’obiettivo della Giornata – sottolinea Antonio Flovilla, presidente dell’Anisap – è stato quello di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, delle Istituzioni, dei pediatri e delle famiglie sulla basilare importanza di una diagnosi tempestiva, perché prima si riconosce il tumore, maggiori sono le probabilità di curarlo e guarire definitivamente. Fortunatamente i casi di cancro in età adolescenziale sono pochi (circa mille nuove diagnosi all’anno in Italia fra i 15 e i 19 anni) e, com’è normale, i ragazzi tendono a sottovalutare eventuali sintomi, così come genitori e medici di famiglia stentano a ipotizzare la presenza di una patologia tanto grave in un adolescente.
Ma il "problema teenager" è ancor più evidente se paragonato a quanto avviene oggi quando ad ammalarsi è un bambino sotto i 14 anni. Per i più piccoli i percorsi di cura sono ottimizzati e i tassi di guarigione sono in costante miglioramento mentre le statistiche indicano chiaramente che a parità di malattia e di stadio un adolescente ha minori probabilità di guarigione di un bambino.
Nel campo della ricerca oncologica – evidenzia ancora Flovilla – è in corso oggi un grandissimo sforzo per trovare metodi che possano identificare i tumori attraverso semplici analisi del sangue ben precisi. La necessità più grande in questo senso è capire quali tracce, chiamate marcatori, rappresentino, e in modo univoco, un tumore quando non si è ancora sviluppato nei tessuti. I pazienti oncologici, pertanto, devono essere messi in condizione di eseguire agevolmente l’esame per valutare gli elementi del sangue (emocromo) indispensabile per la chemioterapia, o le donne in gravidanza non devono sopportare i disagi di lunghe file; tanto meno i soggetti economicamente fragili rinunciare a curarsi".
bas 07