L’Anisap della Basilicata, ricorda l’esponente del Pdl, sollecita un intervento per scongiurare il rischio della perdita di 200 posti di lavoro nel settore
“L’appello che ci giunge dall’Anisap (Associazione nazionale strutture della sanità privata) della Basilicata ad intervenire per scongiurare il rischio della perdita, nella nostra regione, di 200 posti di lavoro nel settore e di conseguenza della riduzione di prestazioni ai cittadini-utenti non può né essere sottovalutato e tanto meno raccolto con impegni formali”. E’ quanto sostiene il vice presidente del Consiglio regionale, Franco Mattia (Pdl), sottolineando “la necessità che l’Assessore alla Sanità Martorano e il presidente della Giunta De Filippo chiariscano il provvedimento adottato in relazione al nuovo tariffario per la remunerazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale”.<br /><br />“L’audizione in quarta commissione dell’assessore Martorano in merito alla vicenda dell’annunciata eliminazione del ticket aggiuntivo sulla specialistica ambulatoriale (tutta da realizzare concretamente) prevista lunedì prossimo – continua – è senz’altro l’occasione più ravvicinata per dare dovute ed esaurienti spiegazioni sull’impatto della deliberazione di Giunta”.<br /><br />“Ci viene riferito infatti – afferma il vice presidente del Consiglio – che il sistema tariffario riducendo il costo a carico della Regione potrebbe causare preavvisi di licenziamento a catena da parte di lavoratori, centri polifunzionali, poliambulatori, strutture di fisioterapia, tutto personale altamente specializzato che da decenni si occupa di specifiche prestazioni con giudizi più che soddisfacenti da parte dell’utenza che non a caso, anche per via delle lunghe liste di attesa, si rivolge alle strutture private, spesso a costo minore se non uguale alle strutture delle due Aziende Sanitarie e degli ospedali. Di questi tempi il solo pensiero di 200 posti a rischio dovrebbe far rabbrividire come anche la semplice possibilità che si possano interrompere attività che in alcuni centri periferici del territorio sono sostitutive di quelle pubbliche e in molti casi uniche”.<br /><br />“Si tratta ancora di capire – dice Mattia – le motivazioni del provvedimento, richiesto dal 2011 dal Governo, ma che una Regione come la Basilicata che ha i conti della sanità in regola al punto da aver ottenuto il via libera, come prima Regione d’Italia, all’eliminazione del ticket aggiuntivo, avrebbe dovuto e potuto fare a meno. Non mi pare che piccole e medie imprese della sanità possano essere considerate gli unici responsabili dei problemi di bilancio del Servizio sanitario regionale tanto più che complessivamente non raggiungono il 3% della spesa totale della sanità lucana”.<br /><br />