Singetta: indispensabile rivedere il patto di stabilità

Il capogruppo di Alleanza per l’Italia ritiene “arrivato il momento per una seria riflessione sul patto di stabilità che tenga conto della difficile situazione economica”

“Il Patto di stabilità è nato per tenere sotto controllo le politiche economiche dei paesi dell’eurozona; dopo alcune modifiche, presenta ancora oggi delle modalità applicative che lo rendono poco utile e penalizzante per le politiche di crescita anche nella nostra regione”. È quanto afferma Alessandro Singetta, consigliere regionale di “Alleanza per l’Italia” che aggiunge: “Il momento di crisi straordinaria che stiamo vivendo deve portarci a riflettere seriamente se sia giusto ed utile mantenersi entro i rigidi limiti dettati dal patto di stabilità o non sia, invece, giunto il momento di considerare superato tale strumento. Aziende in crisi, imprese fallite, artigiani, imprenditori e cittadini che si sono tolti la vita pur vantando crediti anche notevoli nei confronti degli enti pubblici devono spingerci a rivedere il patto di stabilità: ad eventi eccezionali sono richieste risposte eccezionali”.

“D’altronde – prosegue Singetta – penso sia giusto domandarsi se le misure ‘virtuose’ che derivano dalle scelte (imposte) dell’esecutivo siano le più giuste per affrontare la crisi; se il prezzo da pagare, invece, in termini di disoccupazione e di limitazione per le imprese non sia invece eccessivo. Il dibattito che, fiocamente, si sta sviluppando in questi giorni sembra partire da un moloch intoccabile: bisogna rispettare il patto di stabilità per non incorrere in sanzioni. Ma – si domanda il consigliere – qualcuno ha quantificato queste sanzioni? Qualcuno è in grado di dire che le misure (limitative per gli investimenti) non produrranno maggiori conseguenze negative rispetto all’eventuale mancato rispetto del patto?”

“D’altronde – conclude Singetta – ormai in molti concordano sul fatto che il patto di stabilità non può più essere parametrato sul singolo bilancio di esercizio bensì, al più, sull’intera durata della consiliatura. E che, quando in ballo ci sono i diritti fondamentali dei cittadini, costituzionalmente garantiti, sia giusto anche infrangerlo, così come sta avvenendo in molte realtà locali e territoriali”.

    Condividi l'articolo su: