Singetta (Api) su acque minerali

Per il presidente del gruppo consiliare di Alleanza per l’Italia “l’aumento delle royalties sulle acque minerali è un provvedimento positivo, ma urge una politica di settore”

“La decisione presa dal Consiglio regionale di portare da €. 0,30 a €. 0,60 le royalties che le società concessionarie di acque minerali devono versare per ogni 1.000 litri di acqua utilizzata o emunta non può che essere accolta favorevolmente da chi considera le sorgenti in Basilicata come una grande risorsa pubblica e non solo come una fonte di guadagno per i privati intestatari delle concesioni”. E’quanto dichiarato dal consigliere regionale di Alleanza per l’Italia, Alessandro Singetta, che ha aggiunto: “le recenti vicende che hanno visto la dichiarazione di fallimento della Cutolo non sono certo dipese dall’esiguo canone versato, ma da problemi legati al modello gestionale o altro. A fronte dei costi elevati che la Regione Basilicata deve sostenere per effettuare i dovuti controlli sanitari, le misurazioni delle superfici da concedere e le operazioni per lo smaltimento della plastica, le royalties fino ad oggi ottenute non sono state neppure sufficienti a coprire questi oneri. Rispetto ad incassi, per le aziende del settore, superiori a €. 280 milioni (corrispondenti ad oltre 1 miliardo di litri d’acqua), la Regione incassa mediamente poco più di €.300.000”.

“D’altronde, già nel 2006, la Conferenza delle Regioni approvò un documento in cui indicava il canone da applicare tra €.0,50 ed €.2,00 ogni mille litri di acqua. Ora è necessario – ha affermato Singetta – rivedere anche il canone per ogni ettaro o frazione di superficie concessa ed utilizzare i maggiori ricavi per il disinquinamento, poiché l’origine sotterranea dell’acqua non garantisce la sua purezza. Allo stesso tempo, sarebbe opportuno che la Regione reinvesta sui territori le somme ricavate dalla vendita di strutture ivi esistenti (com’è il caso degli alberghi a servizio del complesso termale “La Calda” a Latronico), destinandole alla riqualificazione ambientale. Le risorse idriche – ha concluso il consigliere – cominciano a scarseggiare e sono progressivi i fenomeni di desertificazione e inquinamento che riguardano anche la nostra regione, sarebbe pertanto opportuno destinare i proventi ricavati dalle concessioni alla salvaguardia e tutela di queste risorse”.

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