Il sindaco di Muro Lucano, Gerardo Mariani, esprime a nome dell’intera Città murese “solidarietà e pieno sostegno alla battaglia della comunità di Bella contro la chiusura degli uffici postali”.
“La logica delle soppressioni degli uffici postali- ha detto Mariani- sembrerebbe rappresentare un sopruso. E’ inaccettabile perseguire la politica dei disservizi e non quella dei servizi. Sia l’Ufficio di S.Antonio Casalini sia quello di S. Cataldo servono circa 1200 persone.
Per Mariani “l’area del Marmo Platano Melandro non può accettare un taglio incondizionato e incomprensibile. Già nel 2009 gli uffici postali periferici di Sant’Antonio e San Cataldo subirono la razionalizzazione degli Uffici postali con l’apertura delle sedi a giorni alterni. La determinazione della comunità fu incisiva. Oggi è giunta l’ora di attivarsi in difesa dei comuni colpiti dalla mannaia di Poste Italiane. Bisogna sostenere con forza la battaglia intrapresa dal sindaco di Bella, Celentano e da tutti i bellesi. Tutti i sindaci dell’Area Programma Marmo Melandro devono attivarsi per non permettere a Poste Italiane l’ennesima desertificazione dei servizi essenziali per i cittadini di Sant’Antonio Casalini e di San Cataldo. A tal fine propongo la convocazione di un tavolo tecnico aperto a tutti i sindaci dell’Area al fine di valutare le possibili iniziative per una battaglia comune in nome della democrazia ed in difesa di un territorio rurale, fonte di sviluppo dell’area in questione.
“Urge una vibrata e ferma protesta nei confronti di Poste Italiane a tutela e difesa dei diritti dei cittadini di Sant’Antonio Casalini e di San Cataldo. Siamo fortemente convinti- ha proseguito Mariani- che la decisione di Poste Italiane penalizzi i cittadini delle zone rurali bellesi. Alle comunità viene sottratto un indispensabile servizio con una manovra che appare di mero taglio di spesa. Bisogna tener conto dell’importanza che questo presidio di pubblico servizio svolge a favore delle comunità interessate. Ci troviamo pertanto dinanzi ad una decisione inaccettabile che sembrerebbe essere ispirata solo da una logica economico-finanziaria prescindendo pertanto da un’analisi sull’impatto sociale che tale scelta potrebbe produrre sui cittadini che attualmente vivono nelle contrade rurali. Occorre, dunque, manifestare contro una decisione immotivata e caduta dall’alto senza criterio”.
BAS 05