Sindacati su mancato pagamento produttività dipendenti Regione

"Dopo il ritardo del pagamento della produttività 2014 avevamo vivamente sollecitato l’amministrazione regionale a rivedere il suo modus operandi per non ripetere gli stessi errori. Purtroppo, la scarsa propensione all’ascolto ha portato l’amministrazione regionale non solo a ripetere ma a peggiorare la situazione, arrivando al mancato pagamento della produttività 2015, con un danno economico rilevante per i dipendenti. Errare umanum est, perseverare autem diabolicum!! Così non si può andare avanti". Lo dichiarano, in una nota congiunta, i segretari regionali Roberta Laurino (Fp Cgil), Elisabetta Pennacchia (Cisl Fp), Antonio Guglielmi (Uil Fpl).
"Bisogna urgentemente accantonare la logica emergenziale – proseguono –  e porre un freno alla destrutturazione della macchina amministrativa regionale, iniziata non da oggi, ad opera di una politica imbrigliatasi nella spirale di un consenso spicciolo e miope.
La mancata valorizzazione delle risorse umane, la crisi drammatica del ceto dirigente e il sovrannumero degli uffici hanno generato confusione, superficialità ed inefficienza anche considerato che non si è mai voluto affrontare in maniera seria il tema della riorganizzazione volta all’accorpamento degli stessi uffici, soprattutto di quelli duplicati che con il ruolo unico non hanno più senso di esistere. Riorganizzazione che consentirebbe in primis la possibilità di “liberare” risorse dirigenziali a capo di uffici duplicati che ben potrebbero essere diversamente impegnati senza affogarne altri con incarichi ad interim.
La valutazione del personale è una cosa seria e non può essere ridotta ad una “praticuccia” da chiudere all’ultimo momento in modo sbrigativo. E’ offensivo soprattutto per i tanti lavoratori che con dedizione e spirito di servizio continuano a mantenere in piedi l’amministrazione regionale, nonostante i limiti di una organizzazione del lavoro che va rivista con maggiore attenzione e razionalità di quanto fatto sinora.
Una pagina dell’amministrazione regionale, che ormai dura da diversi lustri, va chiusa.
E’ tempo che il Presidente Pittella e la Giunta Regionale, il Consiglio regionale, i partiti aprano una discussione vera sui temi della riorganizzazione degli uffici e dei dipartimenti, rivedendo il ruolo dei dirigenti tutti, a partire da quelli generali, del CICO e investendo sulle competenze e sulle professionalità dei suoi dipendenti, ormai da tempo dimenticati. Non è davvero più sostenibile una situazione in cui si vive in una condizione di continua emergenza e paralisi del sistema.
Il percorso non è certo quello intrapreso dall’Amministrazione con l’ultimo bando per l’assegnazione delle P.O., tra l’altro troppe a nostro avviso, intriso di molta confusione, così come non è ancora ben definito il percorso che si intenderà seguire per il bando relativo alle progressioni orizzontali. Una riorganizzazione seria, semmai la vedremo, sarà anche lo strumento per avere posizioni di responsabilità chiare a tutti i livelli, elemento indispensabile per evitare l’appiattimento generalizzato e per valorizzare realmente esperienze, competenze e saperi dei lavoratori regionali dentro gli uffici.
Per non parlare, infine, delle tante questioni che attendono soluzioni, impegni e accordi ancora disattesi che bisogna onorare.
Noi, con le nostre proposte, siamo pronti ad aprire una nuova fase per l’Amministrazione Regionale, ma c’è bisogno di una controparte che oltre ad ascoltare sia disponibile anche a cambiare il suo comportamento, uscendo finalmente dalla logica emergenziale che porta in un vicolo cieco.
Alla luce di quanto espresso le scriventi OO.SS. chiedono all’Amministrazione di individuare una soluzione immediata per il pagamento delle legittime spettanze alle lavoratrici e ai lavoratori regionali. In mancanza saranno costrette a mettere in campo ogni utile azione vertenziale e mediatica per difendere i diritti del personale della Regione Basilicata".

Bas 05

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