Simonetti (Csres) su strada ferrata Tito scalo

"In Basilicata aumentano i disoccupati e i cassa integrati, specialmente quelli in deroga. Nel contempo aumentano anche gli sprechi attraverso la progettazione e la realizzazione di opere inutili e costose.
L'ultimo monumento alla inutilità e al progetto fine a se stesso è certamente rappresentato da una strada ferrata, diverse centinaia di metri di lungheza, dalla stazione di Tito verso la zona industriale". Lo dice Pietro Simonetti, presidente del Centro studi e ricerche economico-sociali.
"Doveva, secondo gli ideatori e realizzatori, collegare la rete ferroviaria all'interporto, il primo in Italia ad essere progettato su una collina. La struttura non è stata realizzata dopo che i progettisti e il consiglio di amministrazione si sono "mangiati" anche il capitale sociale e importanti risorse pubbliche sono stati sprecati. Nonostante tutto questo i dirigenti del consorzio industriale, in uno con i progettisti, hanno appaltato un primo tronco del raccordo ferroviario. Ai progettisti sono andati oltre 200.000 euro per l'intera tratta, mentre il costo del tronco è stato di circa 3,5 milioni.il binario non ha conosciuto nessun treno e riposa plasticamente tra le erbacce.
Sarebbe il caso che il neo assessore alle attività produttive, competente per il controllo di gestione, aprisse una inchiesta amministrativa per verificare le responsabilità di tale imponente spreco. In paralleo d'intesa con il nuovo assessore alla formazione e lavoro potrebbe anche affrontare il doloroso tema della riutilizzazione di circa 100 capannoni allocati nei vari agglomerati, anche a Tito, finanziati a suo tempo con le risorse pubbliche. Un piano industriale – prosegue Simonetti – che andrebbe sostenuto, anche in collegamento alla lavorazione dei derivati del petrolio, segnatamente i polimeri, agli sbocchi occupazionale per le migliaia di lavoratori in mobilità e cassa integrazione.Missione impossibile? Non crediamo. Occorre solo uscire dalla disordinata disamministrazione.Dal binario morto a politiche industriali e attive per produrre e dare lavoro. All'opera ferroviaria inutile fa compagnia, a pochi metri la celebre azienda cinese Sinoro, già centro orafo, Cripo, Orop. Doveva lavorare quattro tonnellate di oro all'anno, non ha mai prodotto nulla se non una ottantina di disoccupati".
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