Il consigliere regionale rivolge un apprllo al presidente dell’Ente, Domenico Totaro, “di rivedere i metodi di selezione delle domande e sopratutto di prevedere un criterio preciso per la conclusione di un eventuale rapporto collaborativo”
“La Basilicata anzi la ‘Basilicata degli Enti’ è diventata la regione delle long o short list ossia quel metodo di selezione che permette di chiamare ‘esperti’ lavorare dopo previo inserimento in una ‘lista’. Certo a primo impatto è un mezzo come un altro per poter instaurare una collaborazione professionale, che in questi tempi di crisi sono ambitissime da chiunque, anche dal professionista più affermato. Ma hanno un ‘peccato di origine’ dopo una prima selezione sui titoli e rarissimamente un colloquio, l’ente può richiedere ‘discrezionalmente’ di volta in volta la collaborazione dell’iscritto. Dunque un falso metodo di selezione che poi permette la chiamata nominativa, mettendo da parte trasparenza e meritocrazia. Ve ne sono di bravi esperti in Basilicata che pur essendo in svariate long o short list non hanno mai avuto uno stralcio di contratto”. E’ quanto afferma il consigliere regionale Gianni Rosa.<br /><br />“Ultima in termini temporale – aggiunge l’esponente di Fratelli d’Italia – è quella dell’Ente Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese a firma del direttore Vincenzo Fogliano che ha pubblicato un bando per short list, che prevede lo stesso metodo di chiamata diretta (‘Gli incarichi di consulenza saranno conferiti al/ai consulente/i esperti iscritti nella short-list con atto motivato del Direttore’). Considerato che i termini sono ancora aperti faccio un pubblico appello al Presidente Domenico Totaro di ritirare il bando pubblico e di rivederne i metodi di selezione delle domande e sopratutto di prevedere un criterio preciso per la conclusione di un eventuale rapporto collaborativo. Un appello affinché si incominci a premiare la professionalità ed il merito, la bravura e la trasparenza nella stipulazione dei contratti. Sarebbe un ottimo segnale, un primo passo in una Basilicata dove si premia l’appartenenza e si calpesta la bravura, dove conta solo il ‘cognome’ e nulla vale il curriculum, dove con la scusa della chiamata diretta si premia spesso il meno bravo e si bistratta il meritevole”.<br /><br />“Perché caro Mimmo – afferma ancora Rosa rivolgendosi a Totaro – non iniziare ad usare meritocrazia e trasparenza partendo proprio dall’Ente che presiedi? I lucani si aspettano atti rivoluzionari nella paludosa Basilicata. Cominciamo a dare l’esempio”.<br />