Sblocca Italia, Perrino propone referendum abrogativo

“Questo è l’appello all’unità del Movimento cinque stelle”, dichiara il capogruppo dopo aver presentato la richiesta

&ldquo;Quella del M5S Basilicata &egrave; una proposta netta al presidente Pittella, alla sua maggioranza e a quelle opposizioni di facciata complici nella disastrosa scelta di non impugnare le norme pro-inceneritori e pro-trivelle contenute nel decreto Sblocca Italia: la Regione Basilicata richieda un referendum ai sensi dell&rsquo;articolo 75 della Costituzione per l&rsquo;abrogazione dell&rsquo;articolo 35 del decreto Passera, degli articoli 35, 37 e 38 dell&rsquo;infame Sblocca Italia&rdquo;. Lo ha detto il capogruppo del Movimento cinque stelle in Consiglio regionale, Giovanni Perrino, intervenuto oggi in Aula per motivare le iniziative del M5s contro le trivelle.<br /><br />&ldquo;Dopo la squallida messa in scena del 15 Luglio a Policoro &ndash; ha aggiunto Perrino -, Pittella e il codazzo di figuranti a suo seguito, hanno un&rsquo;ulteriore occasione per dare seguito ai mille spot degli ultimi giorni. Questa volta, parafrasando Piero Lacorazza, &lsquo;l&rsquo;appello all&rsquo;unit&agrave;&rsquo; lo lancia il M5S Basilicata, ovvero l&rsquo;unica forza politica che, nel corso di questa decima legislatura, ha mantenuto un atteggiamento coerente e costante, volto alla salvaguardia del territorio lucano e scevro da qualsiasi tipo di conflitto di interesse. La nostra non &egrave; una provocazione, non &egrave; una boutade dovuta al forte caldo di questi giorni, non &egrave; nemmeno l&rsquo;allucinazione provocata da un veloce sciopero della fame: l&rsquo;art. 98 del Regolamento interno del Consiglio regionale prevede espressamente questa possibilit&agrave;.&nbsp;Cari Pittella, Lacorazza, Cifarelli ripetete tutti insieme il mantra dell&rsquo;art. 75 della nostra bellissima costituzione: &lsquo;E` indetto referendum popolare per deliberare l&#39;abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali&rsquo;. Oggi pu&ograve; essere il giorno giusto per ridare dignit&agrave; a questa regione e per chiedere scusa alle migliaia di cittadini che il 4 dicembre 2014 manifestavano e che ancora oggi manifestano sotto i palazzi del potere. La Basilicata pu&ograve; essere la prima delle 5 regioni a deliberare in questa direzione, accantonando per un momento i tristi primati che la caratterizzano (da anni siamo la regione pi&ugrave; povera d&rsquo;Italia) e dando una scossa di orgoglio ad una popolazione che vuole essere protagonista di uno sviluppo sostenibile basato sulla enormit&agrave; di risorse pulite che il territorio lucano mette a disposizione&rdquo;.<br /><br />A parere di Perrino &ldquo;deve partire da questa terra il messaggio guerriero al ducetto di Firenze, sar&agrave; poi naturale l&rsquo;adesione delle altre regioni minacciate: basti pensare che sono ben sei le regioni che hanno impugnato lo Sblocca Italia (Abruzzo, Campania, Lombardia, Marche, Puglia e Veneto).&nbsp;Si ridia ai cittadini la possibilit&agrave; di decidere sul loro futuro, questa sarebbe la pi&ugrave; bella risposta alle velleit&agrave; autoritarie e neocoloniali di Matteo Renzi, delle lobbies petrolifere e di tutti quelli che speculano senza pudore sul nostro territorio: fermiamo l&rsquo;invasione di inceneritori e trivelle. In tutto questo contesto, anche i sindaci possono fare la loro parte. Erano in tanti lo scorso 14 luglio a Scanzano Jonico per il Consiglio comunale monotematico sul petrolio. A partire da Leone, tutti possono seguire l&rsquo;esempio di Francesco Mundo, sindaco di Trebisacce (Cosenza), il quale ha semplicemente applicato il principio di precauzione contro la ricerca di idrocarburi solidi e gassosi: a Trebisacce &egrave; vietata e/o sospesa l&rsquo;esecuzione di ogni lavoro installazione di macchine e/o attivit&agrave; presupposta, connessa e consequenziale alla ricerca di idrocarburi solidi e gassosi e collegate alle attivit&agrave; di ispezione e trivellazione. Questa &egrave; l&rsquo;unit&agrave; che piace a noi: Pittella, Lacorazza, Leone, adesso tocca a voi&rdquo;.&nbsp;

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