"Il terremoto giudiziario esploso questa mattina, con 10 arresti, sulla Casa Divina Provvidenza non deve avere nessuna ripercussione sui lavoratori e sui pazienti del Centro di Riabilitazione Don Uva di Potenza, già provati da anni di incertezze e difficoltà organizzativo-funzionali. La Cisl Fp intende adoperarsi immediatamente per mettere in sicurezza il futuro di questa importante struttura sanitaria, da tempo al centro dell'attenzione della Procura di Trani". E' quanto dichiara Giovanni Sarli, segretario interregionale della Cisl Funzione Pubblica.
"La politica regionale della Basilicata deve porre nuovamente al centro della sua agenda – continua Sarli – le sorti del Don Uva di Potenza che non può pagare il prezzo altissimo della mala gestione perpetrata dai vertici pugliesi, responsabili dell'accumulo di ingenti debiti, pari a circa 500 milioni di euro.
Prima che la situazione precipiti, è, pertanto, assolutamente necessario – aggiunge il Segretario interregionale – che il presidente Pittella convochi un incontro urgente con la presenza del Commissario straordinario e del direttore generale dell'Asp per aggiornarsi sul percorso delineato dalla legge regionale n.18 dell'8 agosto 2013, che prevedeva e prevede il Fitto del ramo di azienda, frutto di tante battaglie sindacali ma rimasto nel dimenticatoio per precise responsabilità politiche.
L'attuale giunta e consiglio regionale devono assolutamente onorare gli impegni assunti dai precedenti Amministratori regionali non potendosi accettare alcuna disattenzione o noncuranza.
Diversamente, conclude Sarli, la rabbia e il malcontento dei lavoratori del Don Uva di Potenza riesploderanno presto con maggiore vigore e determinazione".
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