"E' per noi importante annunciare oggi che già da domani pomeriggio la Commissione Sanità del Senato esaminerà il nostro Disegno di Legge sui Reparti di Terapia Intensiva aperta. E' un primo passo per avviare un confronto costruttivo su un tema molto controverso ma necessario da affrontare soprattutto sotto il profilo legislativo per dare forza di diritto alle necessità delle persone malate e delle loro famiglie". Così la senatrice del Pd Maria Antezza, promotrice del Disegno di legge insieme alla senatrice Fiorenza Bassoli capogruppo Pd in Commissione Sanità del Senato, ha aperto i lavori della Conferenza stampa per la presentazione del Disegno di Legge si Reparti di Terapia intensiva 'aperta' che il Partito democratico ha voluto convintamente e che ha visto il contributo di medici e personale sanitario di centri di eccellenza di Terapia intensiva del nostro Paese.
In particolare – ha ricordato la senatrice Antezza – è stata determinante nella stesura del Ddl l'esperienza del dott. Alberto Giannini della TI pediatrica dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, per l'individuazione degli strumenti necessari alla realizzazione di Reparti di Terapia Intensiva aperti in tutti gli ospedali del nostro Paese anche alla luce delle esperienze da anni praticate in Europa e in Nord America".
"Superare il concetto della porta girevole che vuole dentro i pazienti e fuori i parenti – ha sottolineato la senatrice Antezza – questo vuole essere l'obiettivo del nostro disegno di Legge. E' un percorso lungo che prevede un profondo rinnovamento culturale con al centro la valorizzazione della persona e i suoi rapporti affettivi ed amicali fondamentali in momenti di alta criticità per la salute del malato".
"Gli strumenti che il Ddl intende mettere a disposizione di quanti operano nelle Terapie Intensive – ha ricordato la senatrice Pd – riguardano in particolare: gli orari di visita dei parenti che sono previsti da 12 ore per i pazienti adulti alle 24 ore per i reparti di terapia intensiva neonatali; la comunicazione trasparente tra parenti e medici; la formazione del personale medico e sanitario già in ambito universitario; supporto psicologico per i familiari; un'edilizia ospedaliera che preveda spazi adeguati per i familiari".
"Questo Ddl non vuole essere una concessione al paziente ma il riconoscimento di un diritto suo e della sua famiglia. Un'importante scelta di civiltà e un rispetto del malato in quanto persona e non solo come corpo da curare. Un' apertura che significhi prioritariamente conciliazione delle tecnologie di questi reparti con le esigenze e le capacità di relazione ed incontro e, ancora, una possibilità di controllo della qualità delle cure prestate ", ha concluso la senatrice Antezza annunciando su questi temi un prossimo Convegno di approfondimento di ogni aspetto previsto dal Ddl.
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