“Il Tar di Basilicata ha riconosciuto e dichiarato la compatibilità tra il sistema compensativo dei risparmi di settore e la normativa regionale in tema di blocco dei tetti: si tratta dei casi di centri, ambulatori, strutture della provincia di Matera che pur avendo avuto assegnato un budget non sono stati in grado di coprirlo perché gli utenti hanno preferito rivolgersi ad altri che quindi, a loro volta, hanno superato il proprio budget e, di fatto, hanno ‘regalato’ al Servizio Sanitario Regionale sino ad alcune decine di migliaia di euro a struttura di prestazioni realmente erogate e non pagate”.
A riferirlo è l’Anisap-Basilicata “che – si legge nella nota – ha impugnato due delibere del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale del Materano, con le quali venivano revocati provvedimenti già emessi nel rispetto della normativa regionale che regola i rapporti tra Aziende Sanitarie e Cea (Centri Esterni Accreditati)”.
“Per il Tar – sostiene l’Anisap – il meccanismo della redistribuzione e/o accantonamento non determina alcun innalzamento dei tetti aziendali e, quindi, nessun incremento di costi per l’Azienda Sanitaria e per la Regione, ma rappresenta un sistema di remunerazione per le prestazioni erogate extra budget, laddove residui un eccesso di risorse di settore”.
“Interessa particolarmente evidenziare – sottolinea l’Anisap – come la magistratura amministrativa abbia confermato la natura concordata e partecipata della materia relativa all’erogazione delle prestazioni per conto del SSN, laddove le sentenze dichiarano l’illegittimità dei provvedimenti con riguardo alla violazione del principio generale relativo alla modifica unilaterale di alcune clausole contrattuali”. L’Anisap sostiene quindi di “aver ottenuto un risultato di importanza fondamentale per l’intero comparto della specialistica ambulatoriale accreditata”.
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