Royalties petrolio, Benedetto: basta con lo spreco

Il consigliere regionale, Nicola Benedetto, auspica un uso più appropriato delle risorse derivanti dal petrolio

&ldquo;La Regione dovrebbe incassare per le royalties del petrolio, al 2021, circa mezzo miliardo di euro, anche in previsione dell&rsquo;entrata in funzione di Tempa Rossa (Total), a cui dovrebbero aggiungersi fondi straordinari come i 39 milioni di euro da Eni per &lsquo;sanare&rsquo; quello che &egrave; stato un disastro ambientale di proporzioni incalcolabili anche sull&rsquo;immagine della Basilicata e sulle sue produzioni di qualit&agrave;. Non c&rsquo;&egrave; cifra che possa compensare quanto ha provocato lo sversamento di petrolio a Viggiano&rdquo;.<br /><br />E&rsquo; quanto sottolineato dal consigliere regionale Nicola Benedetto.<br /><br />&ldquo;Ma soprattutto non &egrave; possibile &ndash; continua – come accade per le royalties annuali, continuare a sprecare queste cospicue risorse per sanare i bilanci di qualche ente come l&rsquo;Arpab che non ha certo brillato di efficienza nel dare risultati di analisi in contrasto con quelli di altri enti e strutture o per finanziare progetti all&rsquo;Unibas per corsi di laurea con pochi studenti come ad esempio Geologia, o venire incontro al dissesto finanziario di alcuni Comuni o tappare buchi di bilancio regionale, nonostante osservazioni e richiami venuti nel corso degli anni dalla Corte dei Conti&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Come per le risorse derivanti dalle royalties &lsquo;ordinarie&rsquo; (7% pi&ugrave; 3%) anche queste &lsquo;straordinarie&rsquo; (39 milioni) &ndash; puntualizza Benedetto – devono essere gestite per creare innanzitutto sviluppo ed occupazione. Non si deve sottovalutare ancora che la nostra prima vera emergenza &egrave; la disoccupazione. Bisogna quindi far diventare la nostra regione attrattiva per le imprese, favorendo localizzazioni ed investimenti, investendo sulle infrastrutture, riducendo le spese per approvvigionamento energetico e&nbsp; attraverso lo snellimento burocratico.&nbsp; La verit&agrave; &egrave; che durante l&rsquo;intera legislatura non si &egrave; voluto definire criteri e modalit&agrave; per l&rsquo;impiego delle royalties diversi dal passato. Al di l&agrave; di buoni propositi, ripetuti periodicamente, non &egrave; avvenuta nessuna discontinuit&agrave; con la tradizionale gestione all&rsquo;insegna della polverizzazione di queste risorse&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Non si &egrave; voluto accogliere &ndash; ricorda Benedetto – la mia proposta che risale al 2014: modificare la legge regionale 40/95 e quelle successive (LR 40/1999 e LR 18/97) per l&rsquo;utilizzo dell&rsquo;aliquota relativa all&rsquo;estrazione petrolifera dai giacimenti in Val D&rsquo;Agri che individuano, attraverso la tabella &lsquo;A&rsquo;, i Comuni beneficiari ricadenti nel comprensorio della Val d&rsquo;Agri e successivamente ne hanno ampliato il numero con l&rsquo;inserimento di pochi altri &lsquo;fortunati&rsquo;. La questione &egrave; di grande attualit&agrave; e non pu&ograve; essere pi&ugrave; considerata un tab&ugrave; da non infrangere, magari solo per non scontentare alcuni sindaci. I risultati sono evidenti a partire dal mancato controllo dell&rsquo;impatto delle attivit&agrave; petrolifere sul territorio, l&rsquo;ambiente e la salute dei cittadini, mentre &egrave; prioritario pensare all&rsquo;uso pi&ugrave; efficace ed equo delle royalties da tradurre in posti di lavoro, opere infrastrutturali e progetti concreti di sviluppo, specie turistico, agricolo e agro-industriale. Solo in questo modo i lucani dei nostri 131 Comuni avranno una percezione della questione petrolio sicuramente non negativa. E allora rinnovo la sollecitazione &ndash; conclude il consigliere – a mettere da parte ogni ipocrisia e a trovare il coraggio di affrontare la questione nella consapevolezza, ampiamente diffusa tra le nostre popolazioni, che la normativa sulle royalties &egrave; nata male ed applicata peggio, tanto che ha generato un comportamento discriminatorio non solo fra i Comuni dalla Val d&rsquo; Agri ma anche e&nbsp; soprattutto rispetto al restante&nbsp; territorio Lucano che pure, come dimostra la questione ambientale della Valbasento, tuttora irrisolta, continua a pagare gli effetti negativi della produzione petrolifera senza alcun beneficio diretto o indiretto&rdquo;.<br />

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