Registro tumori, Napoli: “Accelerare iter nostra proposta”

Per il capogruppo del Pdl-Fi “la prevenzione contribuisce in maniera significativa alla salute della popolazione e alla sostenibilità economica dei sistemi sanitari”

&ldquo;L&rsquo;iniziativa promossa per l&rsquo;inizio della prossima settimana dall&#39;Irccs Crob di Rionero, in collaborazione con la Societ&agrave; italiana di ematologia e l&rsquo;associazione italiana registri tumori, sui tumori ematologici, con la presenza di esperti, ha una particolare rilevanza medico-scientifica specie per l&rsquo;obiettivo centrale che si intende perseguire che &egrave; quello di rendere coerenti, precise e ben documentate le &lsquo;raccomandazioni&rsquo; per l&#39;inserimento nei registri tumori delle neoplasie ematologiche&rdquo;.<br /><br />Lo sostiene il capogruppo del Pdl-Fi Michele Napoli aggiungendo che &ldquo;tutto ci&ograve; non pu&ograve; che accelerare l&rsquo;esame e l&rsquo;approvazione della nostra proposta di legge, presentata il 30 settembre scorso,&nbsp; per l&rsquo;istituzione del Registro tumori. Non a caso alla vigilia delle giornate formative si sottolinea, da parte degli organizzatori, che lo scopo dei registri tumori &egrave; di offrire un panorama della epidemiologia, lo stesso che persegue la nostra proposta di legge per superare una gravissima lacuna causata da una legge (la n.14 del 2011) che contiene solo cinque articoli generici&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Una&nbsp; situazione ancora pi&ugrave; incomprensibile ed ingiustificata &ndash;continua -&nbsp; in presenza sul territorio regionale di alcuni fattori di rischio, tra i quali, l&rsquo;estrazione petrolifera in un&rsquo;area vasta in cui &egrave; localizzato il Parco nazionale Val d&rsquo;Agri, la presenza accertata di tremolite nell&rsquo;area sud della provincia di Potenza, la questione Fenice con l&rsquo;incidenza per il Vulture-Alto Bradano&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Ricordo che la proposta di legge di Forza Italia &ndash; dice Napoli -&nbsp; composta di 16 articoli, oltre ad indicare specificatamente e in dettaglio le finalit&agrave; del Registro, individua una ben definita struttura organizzativa: ogni struttura sanitaria presente sul territorio regionale identifica una unit&agrave; operativa responsabile della trasmissione all&rsquo;ufficio di epidemiologia del Ssr dei dati relativi dell&rsquo;insorgenza delle patologie tumorali; prevede tra l&rsquo;altro l&rsquo;istituzione del comitato tecnico-scientifico, un coordinamento delle attivit&agrave;, rapporti di cooperazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta oltre che con le associazioni di volontariato, l&rsquo;istituzione de registro dei referti dei servizi di anatomia patologica&rdquo;.<br /><br />&ldquo;L&rsquo;idea che sta alla base della nostra proposta &egrave; quindi &ndash; aggiunge&nbsp; – quella di ampliare l&rsquo;ambito delle fonti da cui provengono i dati, coinvolgendo in questo percorso i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le commissioni mediche chiamate ad accertare le invalidit&agrave; civili. Solo il possesso di dati statistici completi e validati, relativi all&rsquo;incidenza e alla prevalenza dei casi di tumore tra la popolazione regionale consentir&agrave; una rappresentazione esaustiva dei fenomeni tumorali in Basilicata favorendo interventi mirati di prevenzione attraverso campagne di diagnosi precoce, screening oncologici e campagne di sensibilizzazione su fattori di rischio, favorendo la ricerca scientifica circa le cause del cancro ma anche validamente supportare gli organi chiamati ad esaminare l&rsquo;efficacia delle terapie praticate&rdquo;.<br /><br />&ldquo;E&rsquo; ormai ampiamente dimostrato &ndash; conclude Napoli&nbsp; – che la prevenzione contribuisce in maniera significativa alla salute della popolazione e alla sostenibilit&agrave; economica dei sistemi sanitari. Chiediamo pertanto un atto di responsabilit&agrave; delle istituzioni nei confronti di un territorio sul quale insistono fattor potenzialmente n grado di arrecare pregiudizio alla salubrit&agrave; e alla sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro della nostra popolazione. L&#39;obiettivo centrale dell&#39;ultimo Piano Sanitario regionale varato dalla Giunta &lsquo;ammalarsi meno curarsi meglio&rsquo; rischia di rimanere un mero slogan di natura propagandistica senza idonei atti di programmazione sanitaria in grado di dare risposte concrete alle esigenze di salute dei lucani&rdquo;.<br /><br />L.C.<br />

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