Il consigliere regionale del gruppo misto risponde a Liuzzi e Petrocelli intervenuti sul reddito minimo: “Anche nel fare propaganda bisogna sempre sapere che è meglio parlare delle proprie proposte piuttosto che parlare male di quelle degli altri”
“Leggo sulla stampa una dichiarazione dei cinque stelli sul reddito minimo che conferma la presunzione di chi sulla base di un voto di protesta si trova in Parlamento e da tale postazione pensa di poter dare lezione ad altri senza nemmeno informarsi su che cosa si sta discutendo in quarta Commissione consiliare”.<br /><br />Lo evidenzia il consigliere regionale del gruppo misto, Giannino Romaniello, sottolineando che “in questo momento la Commissione sta discutendo della proposta della Giunta che non è un disegno di legge regionale, ma una delibera che regolamenta il reddito d’inserimento, (articolo 15 legge regionale di assestamento di bilancio anno 2014), ipotesi di sostegno ai lavoratori che escono dalla mobilità in deroga e cittadini disoccupati di lunga durata e privi di qualsiasi reddito familiare”.<br /><br />“La mia proposta – continua – quella dei colleghi Pietrantuono e Galante e quella d’iniziativa popolare presentata nella precedente legislatura, che il sottoscritto ha chiesto fosse illustrata dai promotori in Commissione, dandogli in questo modo pari dignità rispetto a quelle avanzate da chi siede in Consiglio, sono altra cosa rispetto alla scelta della Giunta”.<br /><br />“Una proposta, quella della Giunta, che comunque – precisa Romaniello - pur se non condivisibile nella impostazione perché calibrata sulla esperienza dei Copes e i lavoratori usciti dalla mobilità piuttosto che essere di carattere generalista e, quindi, normata con legge, cerca comunque di dare una risposta a chi è a forte rischio di esclusione sociale”.<br /><br />“In merito alla affermazione sulla ipotetica primogenitura, mi dispiace – aggiunge il consigliere del gruppo misto – ma i due Parlamentari dei cinque stelle arrivano in ritardo, avendo Sel nazionale presentato da tempo una proposta su cui tra l’altro c’è stata anche una forte e positiva campagna nazionale con la sottoscrizione della stessa da parte di alcune migliaia di cittadini.<br /><br />Inoltre, a solo titolo informativo evidenzio – continua – che tutto quanto è stato attuato in Basilicata in tema di sostegno alle fasce deboli, non è avvenuto in nessun altra regione e che gli sforzi messi in atto dal centro sinistra, non può che essere considerato una risposta parziale, tenuto conto che il reddito minimo, cosi come previsto dalla direttiva europea, non può che essere attuato a livello nazionale, rivedendo tutta la normativa oggi esistente in Italia sul sostegno al reddito nel periodo di non occupazione”.<br /><br />“Ai due parlamentari infine, ricordo – conclude Romaniello – che anche nel fare propaganda bisogna sempre sapere che è meglio parlare delle proprie proposte piuttosto che parlare male di quelle degli altri. Un vizio questo che aveva la vecchia sinistra radicale e che non gli ha portato bene”.<br /><br />lc<br />