Reddito cittadinanza, Castelluccio: esploderà lavoro nero

Per il consigliere regionale “l'architettura della misura, come spiega Unimpresa, si presta a diverse manipolazioni, anche con sostanziali accordi tra le imprese e i lavoratori, appartenenti a categorie più deboli”

&ldquo;La norma che mira a introdurre il reddito di cittadinanza, che comunque resta solo una promessa perch&eacute; &egrave; senza alcuna adeguata e totale copertura finanziaria reale, riguarderebbe, secondo i calcoli fatti oggi da Il Sole 24 Ore, 28.600 famiglie lucane (con Isee ordinario fino a 9 mila euro), il 12,1 per cento del totale. Ma Cinquestelle e Lega si guardano bene, oltre che dall&rsquo;indicare dove prenderanno i soldi necessari, come affronteranno le troppe questioni tuttora aperte per la fase che dovrebbe attuare il provvedimento assistenziale, tra le quali l&rsquo;inadeguatezza profonda dei centri per l&rsquo;impiego&rdquo;.<br /><br />A sostenerlo &egrave; il consigliere regionale Paolo Castelluccio sottolineando che &ldquo;i numeri sarebbero consistenti (19mila famiglie in province di Potenza e 9.600 in quella di Matera) come consistenti sono le legittime aspettative alimentate anche in Basilicata e&nbsp; nel resto del Mezzogiorno che assorbirebbe, come ha confermato&nbsp; il rapporto Svimez dei giorni scorsi , il 63 per cento delle risorse necessarie al reddito di cittadinanza, con le due province lucane tra le prime 33 del sud per percentuale di potenziali beneficiari&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Contestualmente alla diffusione dei dati il Centro studi di Unimpresa &ndash; continua – mette in guardia su come diventerebbe possibile aggirare la norma e di conseguenza far esplodere il lavoro nero. L&#39;architettura della misura, spiega Unimpresa, si presta a diverse manipolazioni, anche con sostanziali accordi tra le imprese e i lavoratori, appartenenti a categorie pi&ugrave; deboli. Chi ha un reddito mensile inferiore a 1.000 euro potrebbe infatti &lsquo;accettare&rsquo; di buon grado il licenziamento da parte del datore del lavoro, percepire il reddito di cittadinanza (che assegna una &lsquo;paga&rsquo; mensile fino a 780 euro), continuare a lavorare con un salario in nero e pi&ugrave; contenuto rispetto a quello regolare. I vantaggi ci sarebbero sia per i lavoratori, perch&eacute; la somma di reddito di cittadinanza e salario in nero sarebbe superiore alla paga regolare; sia per i datori di lavoro, perch&eacute; risparmierebbero dal 30 per cento al 60 per cento sul costo del lavoro pur potendo avere comunque la stessa prestazione lavorativa&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Commercio, turismo, agricoltura, servizi di manutenzione e di pulizia &ndash; dice Castelluccio – sono per Unimpresa i settori nei quali si potrebbero registrare i maggiori casi di anomalia e distorsione. Lavoratori part time e con stipendio inferiore a 1.000 euro mensili quelli potenzialmente pi&ugrave; interessati a valutare forme di aggiramento e violazione della misura. Condivido la valutazione di Unimpresa, secondo&nbsp; cui l&#39;effetto finale della misura sul reddito di cittadinanza andrebbe in netta controtendenza rispetto agli obiettivi perseguiti dal governo: non si creerebbe nuova occupazione, ci sarebbe un boom del lavoro nero e si registrerebbero casi di frode a danno della finanza pubblica&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Per creare nuova occupazione &ndash; conclude – sono le proposte che vengono dagli imprenditori e che vanno sostenute, bisogna tagliare il cuneo fiscale e i costi a carico delle aziende, ma ci rendiamo conto che si tratterebbe di interventi poco spendibili sul piano elettorale e non remunerativi in termini di voti&rdquo;.<br /><br />L.C.<br />

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