Il consigliere regionale del Gruppo misto: “La scelta delle Regioni che hanno approvato i quesiti da sottoporre alla Corte Costituzionale è sintomatica dello sbaglio di Renzi di riportare a Roma poteri decisionali su temi e questioni ambientali”
“Con la decisione di oggi del Consiglio regionale della Sardegna di dare corso alla proposta dei 5 quesiti referendari sullo ‘Sblocca Italia’ approvati dal Consiglio regionale della Basilicata del 19 settembre, si è raggiunto il numero necessario per sottoporre i quesiti alla valutazione della Corte costituzionale. Un risultato, questo, raggiunto grazie alla capacità del Consiglio regionale di Basilicata di riconnette le istituzioni con il sentire comune dei lucani dopo la grande manifestazione del 4 dicembre”. Ad affermarlo il consigliere regionale del Gruppo misto, Giannino Romaniello.<br /><br />“Un cambio di rotta – dice il consigliere – rispetto all’ipotesi di realizzare uno scambio fra risorse finanziarie e incremento delle estrazioni, nei fatti previsto dal Memorandum sottoscritto nel 2012 e approvato dal Consiglio regionale con il solo voto contrario del sottoscritto”.<br /><br />“Sulla questione petrolio – aggiunge – la scelta fatta dalle regioni che al momento hanno approvato i quesiti da sottoporre alla Corte costituzionale (Basilicata, Marche, Molise, Puglia e Sardegna) e che ci auguriamo venga operata anche da altre Regioni, dice con chiarezza che la volontà del Presidente del Consiglio dei ministri di riportare a Roma poteri decisionali su temi e questioni ambientali che hanno un impatto forte sui territori è sbagliata nel merito e nel metodo e tende ad anticipare la riforma costituzionale del Titolo V volta a togliere poteri alle regioni su materie concorrenti”.<br /><br />“La condivisione dei quesiti – rileva Romaniello – è frutto, sia della iniziativa assunta dagli oltre 60 Consigli comunali della nostra regione e da tante altre municipalità sparse sul territorio nazionale, sia della forte mobilitazione che in questi mesi si è sviluppata oltre che in Basilicata anche nelle altre regioni, iniziativa che travalica i territori che hanno al momento deciso sull’impugnativa. Un segnale, questo, significativo che sicuramente porterà a raggiungere il quorum in occasione del referendum”.<br /><br />“Queste richieste di referendum – conclude il consigliere – come quelle su cui il comitato ‘Possibile’ sta raccogliendo le firme riguardanti i temi della scuola, del lavoro (articolo 18), democrazia e ambiente, sono la dimostrazione della non condivisione di una parte consistente della società italiana delle scelte e dei metodi che il governo Renzi sta portando avanti”.<br />