“Siamo ambasciatori di memoria e di futuro e capaci di trasmettere, attraverso emozioni, racconti e linguaggi creativi, ciò che vivremo nel corso di una esperienza straordinaria e unica. Perché quello nei campi di concentramento di Birkenau e Auschwitz è un viaggio che cambia la vita di ognuno”. È il messaggio lanciato questa mattina, nella sala consiliare di piazza Mario Pagano, dal presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza ai 72 studenti di tre istituti di istruzione superiore (Licei artistici di Melfi e Potenza e Istituto statale d’arte “Carlo Levi” di Rionero in Vulture”), che parteciperanno dal 1 al 3 aprile prossimi al “Viaggio della memoria” nei luoghi della deportazione e dello sterminio del popolo ebraico, assieme ad altri ragazzi di Roma e ad una delegazione della Provincia di Potenza.
Una iniziativa volta a collegare, anche attraverso la proiezione del cortometraggio di Ettore Scola dal titolo: «‘43-‘97», il viaggio della memoria nei luoghi dell’Olocausto con la giornata del rifugiato, nella consapevolezza che riappropriarsi in maniera viva del passato consenta alle nuove generazioni di approcciare in maniera più matura ai temi dell’integrazione.
“Il viaggio della memoria” rientra nel progetto “Corti di memoria”, nell’ambito del ricco programma di interventi e investimenti della Provincia di Potenza per qualificare la didattica nelle scuole denominato “Abitare il futuro”.
“Stiamo insistendo molto su “Abitare il futuro”, il programma strategico, per un investimento di circa 3 milioni di euro – ha spiegato Lacorazza – nel quale sono contenuti strumenti e azioni per favorire e rafforzare l’offerta formativa. La nostra idea è quella di guardare al futuro non solo come luogo in cui sia più lavoro, ma anche nel quale si costruisca una società più giusta e più inclusiva”.
“Alimentare la memoria appare oggi ancora più necessario, perché, fare vivere nella quotidianità la memoria del passato è uno degli strumenti con cui lavorare per una società più unita e solidale, affinché ciò che è stato non si possa più ripetere. Fare memoria è recuperare il passato in termini creativi, riattualizzandolo nel presente. Il progetto “Corti di memoria” – ha affermato l’assessore provinciale alla Cultura Francesco Pietrantuono – intende offrire agli studenti la possibilità di riflettere, confrontarsi ed esprimersi su alcune problematiche riguardanti la memoria storica, l’accoglienza, l’integrazione e la partecipazione nel rispetto delle differenti culture, utilizzando gli strumenti e i linguaggi espressivi dell'arte contemporanea, reinventandoli attraverso le nuove tecnologie, per conseguire l’obiettivo formativo della creatività e dell’innovazione nell’apprendimento”.
Dopo i saluti del viceprefetto della Provincia di Potenza Mauro Senatore, del presidente Apof-il Nicola Laguardia e di Angela Granata dell’Ufficio scolastico regionale, il direttore del Museo della Shoah di Roma Marcello Pezzetti in diretta video ha tenuto una relazione su “Il ruolo di Auschwitz nella soluzione finale”, per preparare i ragazzi ad affrontare il viaggio in Polonia.
Sono seguite le testimonianze molto toccanti di un reduce di un campo di concentramento, Vincenzo Labanca, che ha raccontato i brutali maltrattamenti subiti durante il periodo di prigionia e di un richiedente asilo, John Banabas, accolto a Rionero in Vulture, nell’ambito del progetto Sprar della Provincia di Potenza, finalizzato all’accoglienza ed ospitalità di migranti richiedenti asilo e protezione umanitaria.
Bananas ha raccontato di esser fuggito dalla Nigeria con la sua famiglia, scampando alle persecuzioni dei musulmani. Dopo un viaggio avventuroso fino in Libia, Banabas si è ritrovato nel mezzo di una nuova guerra che lo ha portato in Italia attraverso la Tunisia. “Finalmente qui in Basilicata mi sento a casa”, ha concluso il rifugiato. (r.a.)
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