Prov Pz, corona d’alloro al Monumento dei trucidati a Rionero

"E' molto importante il riconoscimento dell’Alto Patronato che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha concesso alle iniziative messe in campo dalla Provincia di Potenza per tener desta la memoria e collegare quest’ultima all’idea di inclusione e di integrazione, anche attraverso il progetto “Corti di memoria”, con cui si tiene insieme il viaggio nei luoghi dell’Olocausto e la Giornata del rifugiato. Abbiamo scelto di rendere pubblica oggi questa bella notizia, alla vigilia del 25 aprile e di deporre simbolicamente una corona d’alloro presso il Monumento dei trucidati a Rionero in Vulture, città nella quale è ancora vivo il ricordo della visita che lo stesso presidente Napolitano fece nell'ottobre 2009, quando nel Palazzo Fortunato tenne un discorso sulla questione meridionale".
Lo ha dichiarato il presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza che questo pomeriggio, assieme  al presidente del Consiglio provinciale Palmiro Sacco, all’assessore provinciale alle Politiche sociali Paolo Pesacane e ai consiglieri Tommaso Samela, Giuseppe Telesca e Antonio Murano, in rappresentanza di tutta la Provincia di Potenza, ha deposto una corona d’alloro presso il Monumento dei trucidati a Rionero in Vulture, eretto per ricordare lo sterminio nazifascista perpetrato ai danni di alcuni civili rioneresi nel settembre 1943. Era presente alla cerimonia, tra gli altri, anche il sindaco di Rionero Antonio Placido.    
"In questi giorni si sono verificati degli episodi di contestazione e di intolleranza nei confronti di un ex partigiano invitato in un liceo romano per raccontare la propria esperienza. Da anni è in atto un tentativo di pacificazione della Nazione – ha aggiunto Lacorazza – che non può essere ridotto a mera omologazione tra chi ha scelto di stare dalla parte della Liberazione e chi invece si è schierato con la Repubblica di Salò. Certo, i morti vanno rispettati tutti allo stesso modo, ma è pur vero che sono state diverse le ragioni portate avanti dalle opposte fazioni e le conseguenze che l'esito di quella battaglia ha avuto sulla storia dell'Italia. Siccome hanno vinto coloro i quali hanno difeso la democrazia e la libertà, oggi è possibile vivere in un Paese in cui c'è spazio anche per le contestazioni. Al contrario, se ad avere la meglio all'epoca, fossero stati i repubblichini, oggi forse nessuno potrebbe permettersi di protestare. Penso che l’impegno, la passione e il sacrificio della vita umana di tanti uomini e donne, che hanno assegnato alle città di Rionero e di Matera la medaglia d’argento al merito civile – ha concluso il presidente – simboleggino l’importante contributo che la nostra regione ha offerto alla lotta per la liberazione dal nazifascismo. Un patrimonio di ideali e di azioni concrete che abbiamo il dovere non solo di ricordare ma, soprattutto, di continuare a far vivere, trasmettendolo alle nuove generazioni".
“Rionero in Vulture, centro occupato dalle truppe tedesche durante l’ultimo conflitto mondiale – ha ricordato Sacco – subì rappresaglie e rastrellamenti che provocarono la morte di diciotto concittadini inermi ed ebbe in dono la medaglia d’argento al merito civile per il nobile esempio di spirito di sacrificio e per le elette virtù civiche dimostrate. Alimentare la memoria appare oggi necessario, perché, far vivere nella quotidianità la memoria del passato è uno degli strumenti con cui lavorare per una società più unita e solidale, affinché ciò che è stato non si possa più ripetere”.
Fare memoria è recuperare il passato in termini creativi, riattualizzandolo nel presente. Il progetto “Corti di memoria”, attuato dalla Provincia di Potenza, con il prezioso contributo dell'Apof-il e che è parte del  programma strategico “Abitare il futuro”, intende offrire agli studenti la possibilità di riflettere, confrontarsi ed esprimersi su alcune problematiche riguardanti la memoria storica, l’accoglienza, l’integrazione e la partecipazione nel rispetto delle differenti culture, utilizzando gli strumenti e i linguaggi espressivi dell'arte contemporanea, reinventandoli attraverso le nuove tecnologie, per conseguire l’obiettivo formativo della creatività e dell’innovazione nell’apprendimento.
L’idea di fondo dei numerosi progetti avviati dall’Ente è quella di partire dal recupero della memoria per preparare le giovani generazioni ad una società più aperta e integrata.
“Da qui le azioni messe in campo   – ha aggiunto l’assessore alle Politiche Sociali Pesacane – per promuovere un’accoglienza organizzata, competente e diffusa: dal progetto Sprar, frutto di una virtuosa collaborazione con Prefettura e Arci, che ha permesso di accogliere  piccoli gruppi di “stranieri” in piccole comunità locali, facilitando un’integrazione concreta ed un virtuoso sviluppo collettivo, all’attività formativa di Apof-il (Corsi di certificazione della lingua italiana come seconda lingua, già alla terza edizione, e il Corso per assistenti familiari); dal  progetto Aesculapius – che punta alla formazione del personale sanitario e socio assistenziale sulla medicina transculturale e sulla mediazione culturale aperta al terzo settore – al progetto Politeia, che sulla scia di Aesculapius, intende rafforzare la conoscenza acquisita dai beneficiari del progetto, specializzandone le competenza e ponendoli al servizio delle aree territoriali come formatori di secondo livello” 
Durante la cerimonia alcuni dei 72 studenti dei tre istituti di istruzione superiore, che ad inizio aprile hanno visitato i luoghi della deportazione e dello sterminio del popolo ebraico, assieme ad altri ragazzi di Roma e ad una delegazione della Provincia di Potenza, hanno raccontato la propria esperienza. Un’esperienza  che riesce a far toccare con mano tutto l'orrore e la follia della Shoah, delle leggi razziali, dei campi di sterminio e degli italiani che hanno subito prigionia e morte. (r.a., r.s.) bas 03

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