Protezione Civile, 8 milioni ai territori

Incidenza di frane e alluvioni, gravità dell'erosione costiera, numerosità di siti valanghivi, popolazione presente in zone sismiche di tipo 1 e 2. Questi alcuni dei criteri guida con cui, grazie all'accordo raggiunto oggi in Conferenza Unificata delle Regioni.

“Incidenza di frane e alluvioni, gravità dell’erosione costiera, numerosità di siti valanghivi, popolazione presente in zone sismiche di tipo 1 e 2. Questi alcuni dei criteri guida con cui, grazie all’accordo raggiunto oggi in Conferenza Unificata, sono ripartiti tra le Regioni gli 8 milioni del Fondo regionale di Protezione civile per l’anno 2025. Si tratta del 40 per cento del totale dello stanziamento, che completa così il finanziamento a disposizione degli enti regionali che, con le loro strutture di Protezione civile, l’anno scorso hanno dovuto fronteggiare importanti rischi di tenuta del territorio”.  Lo comunica la Conferenza delle Regioni.   “Per il 2026, la legge di Bilancio ha previsto un incremento delle risorse del Fondo, che può così contare su una dotazione finanziaria raddoppiata, che passa dai passati 20 agli attuali 40 milioni di euro.  Un intervento, su cui la Conferenza delle Regioni esprime ancora una volta apprezzamento, che riconosce la centralità del ruolo delle Regioni nelle attività di protezione civile e di quelle connesse alla previsione, alla prevenzione e alla gestione dei rischi sul territorio, a tutela delle persone, dei beni e dell’ambiente”, afferma la Conferenza.
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