Per il capogruppo del Psi la presa di posizione del sindaco del centro dell’Alto Bradano tira in ballo oltre alle responsabilità del Governo anche quelle della Regione e della Provincia di Potenza che richiedono puntuali risposte ed impegni
“L’iniziativa di protesta annunciata dal sindaco di Palazzo San Gervasio, Federico Pagano, per giovedì 13 ottobre con la chiusura del Municipio per un’intera giornata e l’autodenuncia per interruzione di pubblico servizio, non può essere considerata un’azione estemporanea ma piuttosto è l’ennesimo segnale di un profondo malessere degli amministratori comunali alle prese con i noti problemi della manovra finanziaria di ferragosto che amplificano quelli già esistenti da tempo rendendo sempre più difficile governare i municipi e quindi garantire diritti e servizi essenziali alle comunità locali”. E’ quanto sostiene il capogruppo del Psi in Consiglio regionale, Rocco Vita.
“E’ un malessere che – aggiunge – registra in tutto il Paese diffuse proteste ed iniziative, come quella decisa dall’Associazione Piccoli Comuni dell’Anci che consegnerà al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano il ‘Manifesto dell'Italia che funziona’, redatto dagli amministratori dei centri minori con una parola d’ordine significativa: ‘Il Patto di stabilità? Meno democrazia’. Sono sempre più numerosi i sindaci – continua Vita – convinti che se il Governo non cambierà l’atteggiamento, a partire dal decreto sviluppo in via di definizione, invertendo la tendenza a stritolare finanziariamente i Comuni (piccoli e grandi), non resterà che praticare la ‘disobbedienza civile’ e promuovere manifestazioni di protesta clamorose come quella in programma a Palazzo San Gervasio. Le rivendicazioni prioritarie rivolte al Governo riguardano la sospensione del provvedimento di scioglimento dei comuni sotto i mille abitanti, l’esonero dal patto di stabilità interno per tutti i comuni sotto i 5mila abitanti, il ritiro dei provvedimento sui cosiddetti costi standard”.
“Inoltre, la presa di posizione del sindaco del centro dell’Alto Bradano, che nell’estate ha dovuto fronteggiare l’emergenza immigrati ed ha dovuto subire la decisione del ministero dell’Interno di aprire il Cie, senza ricevere alcun contributo economico, tira in ballo anche responsabilità da parte della Regione e della Provincia di Potenza che – afferma il capogruppo socialista – richiedono puntuali risposte ed impegni. In particolare, sui programmi che riguardano l’area Pip e i beni culturali (Pinacoteca D’Errico e Castello), oltre al dissesto della viabilità provinciale credo sia necessario convocare incontri specifici da parte dei dipartimenti regionali competenti e da parte della Provincia”.