Nel presepe degli agricoltori della Cia accanto alla mangiatoia del Bambino Gesù è comparso il cartello “anche su questa si dovrà pagare l’Imu”.
"Se Giuseppe -spiegano alla Cia – fosse oggi il possessore di una stalla persino di pochi metri quadrati, con una rendita che risulta comunque all’Ufficio del Catasto, dovrebbe pagare qualche decina di euro, un esborso che può salire anche a 5-600 euro se la mangiatoia è più grande. Nel caso di stalle censite come C6, tuttavia, in assenza di ulteriori elementi di chiarezza, il coefficiente moltiplicatore sarebbe 160. Un terreno agricolo con rendita catastale pari a 1.000 euro comportava sino ieri una tassa di 1.009 euro. Con l’Imu l’imposta sarà di 1.140 euro, 131 euro in più. Una casa di abitazione principale ‘rurale’ con rendita catastale di euro 680 porterà, infine, una tassa di 456,96 euro, a cui vanno sottratti i 200 euro di riduzione per le abitazioni principali, per un esborso di 256,96 euro.
La nostra iniziativa è un modo, sicuramente in sintonia con il Natale – spiega Donato Distefano, presidente della Cia lucana – per rilanciare la protesta perché uno strumento di lavoro, come la stalla, il magazzino, la cascina, o il 'bene terra' indispensabile per produrre derrate alimentari e al tempo stesso per dare lavoro ai circa 19 mila titolari di aziende agricole e ad altre migliaia di addetti non possono avere una tassazione cosi' pesante. Le conseguenze per le imprese agricole sarebbero devastanti. Per questo motivo rinnoviamo l'invito affinche' le misure relative all'Imu e agli aumenti catastali per i fabbricati rurali e per i terreni agricoli vengano bloccate con l'annunciato decreto 'milleproroghe' e venga subito aperto un tavolo di confronto tra organizzazioni agricole e governo per affrontare l'impellente problema e per dare vigore e slancio alla crescita dell'imprenditoria agricola che la manovra economica ha completamente ignorato.
Dai primi calcoli, l’incremento della base imponibile ai fini Imu, assieme alle nuove tasse sui fabbricati rurali, comporterà incrementi di tassazione dal 100% al 400%. Un caso concreto: un’azienda in zona pianeggiante con 3 ettari di terreno, una casa ad uso abitativo e un fabbricato ad uso strumentale (deposito o magazzino) arriverebbe a pagare un’imposta oltre 20 volte superiore a quella attuale. Se poi prendiamo in considerazione allevamenti con fabbricati destinati al ricovero animali, quindi persino una stalla come quella della Natività, si arriva a sfiorare aumenti ancora di gran lunga superiori".
Per la Cia noltre "il decreto Monti ha riaperto fino al 31 marzo 2012 i termini (scaduti il 30 settembre scorso) per la richiesta di variazione della categoria catastale dei fabbricati rurali qualora diversa da A/6 (se ad uso abitativo) o D/10 (se strumentali). L’inasprimento fiscale è previsto anche per i terreni coltivati che sino ad ieri godevano di un’attenuazione del prelievo ICI calcolato in ragione del valore della base imponibile. Di tale agevolazione nell’IMU non c’è più traccia".
Secondo Distefano, "il provvedimento che dovrebbe essere contenuto nel decreto “Milleproroghe”, con il quale si prevede il rinvio fino a fine 2012 del termine per effettuare la variazione catastale dei fabbricati rurali “è un primo atto che fa giustizia di una situazione intollerabile sul piano del carico fiscale per il mondo agricolo. Senza tale proroga -ribadisce il presidente della Cia- tantissimi agricoltori vedrebbero sfumare la possibilità di regolarizzare i propri fabbricati rurali nelle categorie A/6R per gli abitativi e D/10 per gli strumentali. L’approvazione nel “Milleproroghe” eviterebbe, di fatto, il contenzioso con molti comuni che si stanno preparando per dare battaglia sull'Ici degli ultimi 5 anni". Di qui l’appello ai sindaci lucani a dimezzare l’aliquota dell’Imposta municipale unica prevista sia per quanto riguarda i fabbricati rurali ad uso strumentale e abitativo sia per i terreni agricoli. “Ci rendiamo conto dei grandi sacrifici imposti ai cittadini italiani – sottolinea la Cia – e che, in mancanza di tempo e con la necessità improcrastinabile di reperire risorse, si siano colpiti patrimonialmente quei beni conosciuti o conoscibili ma, nel caso degli agricoltori, ci troviamo di fronte a una mazzata duplice in quanto gli agricoltori scontano tutti gli aumenti previsti per i cittadini più questa sorta di patrimoniale agricola”.