Il capogruppo dell’Udc ha presentato una pdl di modifica del Piano di indirizzo energetico ambientale regionale. “Occorre operare per dare risposte al territorio nel settore della tutela dell’ambiente e agricolo anche in ambito energetico”
Il consigliere regionale Francesco Mollica, nel presentare una proposta di legge di modifica del Piano di indirizzo energetico ambientale regionale (Piear), sottolinea che “ è necessario operare anche in ambito energetico per meglio garantire l’ambiente ed il settore agricolo”.<br /><br />“La proposta di legge presentata – spiega Mollica – interviene a modificare l’Appendice A ‘Principi generali per la progettazione, la costruzione, l’esercizio e la dismissione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. 3. Impianti a biomasse’, in modo da garantire maggiormente l’ambiente ed il settore agricolo. In particolare, dopo una serie di incontri e confronti con il gruppo Udc di Palazzo San Gervasio e con i Comitati sorti per approfondire tali questioni – riferisce il consigliere – si è deciso di presentare tale proposta di legge che trova fondamento anche in una serie di considerazioni relative ai valori di energia da Radiazione solare diretta (Dni – Direct normal insolation) e di analisi del database della ‘National renewable energy laboratoryì del Dipartimento dell’energia statunitense”.<br /><br /><br />“La modifica del ‘paragrafo 2.1.2.1. – Aree e siti non idonei’ – è finalizzata – precisa Mollica – a preservare i terreni agricoli irrigui con una marcata produttività intensiva, quale appunto quella dei terreni irrigui destinati a colture anche di ortaggi e, quindi, a riconoscerne l’eccezionale valore ambientale che, ad oggi, risulta escluso dal novero delle aree e siti non idonei. Infatti, attualmente, le aree non idonee ricomprendono solo i terreni destinati a colture intensive che non ricomprendono gli ortaggi. Per quanto attiene, invece, la modifica al ‘paragrafo 2.1.2.2. – Aree e siti idonei’ si propone la modifica dei parametri dei requisiti minimi di cui alle lettere a) e b) sulla scorta delle rilevazioni del predetto database secondo cui il valore inferiore comunemente accettato per l’esercizio conveniente è compreso tra 1.900 – 2.000 kWh/m2/anno di energia da radiazione solare diretta, corrispondenti a 5,2 – 5,5 kWh/m2/giorno. Di contro l’attuale Piano energetico regionale individua quale requisito tecnico minimo una irradiazione giornaliera media annua non inferiore a 4 kWh/m2/giorno (1460 kWh/m2/anno). Alla luce dell’enorme sacrificio in termini estensivi di terreno agricolo, spesso per condizioni intrinseche estremamente produttivo per tutta l’economia lucana, si ritiene indispensabile – afferma Mollica – adeguare i parametri di irradiazione giornaliera ai più congrui e diffusi parametri analizzati e descritti a livello mondiale. Infatti, con l’aumentare del Dni diminuisce la quantità di terreno da sottrarre al mondo agricolo e così si prevede la possibilità di ottimizzare il ricorso a tale tecnologia, determinando nuovi tagli degli impianti termodinamici, in modo da ridurre significativamente gli effetti sull’agricoltura”.<br />