Per il capogruppo di Idv “le notizie diffuse su quello che si preannunciava come uno ‘storico’ Consiglio dei Ministri non aggiungono nulla di nuovo al piano energetico già anticipato da mesi”
"Non so se il Ministro Passera, come più di qualcuno ironizza, sia il nuovo Enrico Mattei oppure si creda Mattei. Comunque sia, se non altro per le tracce lasciate da Mattei in Valbasento e per il profondo rispetto che gli si deve, credo che vada preso decisamente sul serio”. A sostenerlo è il capogruppo di IdV in Consiglio regionale Antonio Autilio per il quale “bisognerà attendere ancora per capire meglio la sua strategia e le misure attuative degli annunci al termine della riunione del Consiglio dei Ministri di ieri. Per ora le notizie diffuse su quello che si preannunciava come uno ‘storico’ Consiglio dei Ministri per determinare, finalmente, le condizioni per la crescita del Paese, non aggiungono nulla di nuovo al piano energetico già anticipato da mesi dal Ministro attraverso un ambizioso progetto per raddoppiare in pochi anni la produzione nazionale di idrocarburi che oggi copre solo il 10 per cento dei consumi interni”.
“Come dobbiamo ancora attendere – continua Autilio – per verificare quale ‘accoglienza’ riserverà il Governo al nostro provvedimento di moratoria della ricerca petrolifera che, di fatto, ostacola il piano di Passera e che come ci ha ricordato di nuovo il sen. Cosimo Latronico del Pdl ‘confligge’ con competenze statali. Intanto, qualche preoccupazione si può esprimere leggendo che il Ministro si sarebbe limitato a riprendere ipotesi progettuali provenienti da Assomineraria e che, non certo a caso, il più benevolmente interessato, oltre che al petrolio lucano al gas, si è mostrato proprio il presidente di Assomineraria e direttore generale dell’Eni Claudio De Scalzi. Anche le parole dell’ex ministro Alberto Clò, passato a fare il consigliere Eni, non sono tranquillizzanti specie quando sostiene che ‘senza i veti di regioni ed enti locali potremmo risparmiare 4-5 miliardi l’anno di importazioni del petrolio dall’estero’”.
“E se Passera – conclude Autilio – per aggirare quei cosiddetti veti, come la nostra moratoria, punta a rafforzare i poteri dell’Authority per l’energia che dovrà selezionare e autorizzare i progetti di ricerca ed estrazione, ci sarà pure un motivo.Non resta che avere gli occhi ben aperti e chiedere ai nostri parlamentari di fare altrettanto, magari anche con le orecchie rivolte agli uffici del Ministero per lo Sviluppo Economico e Palazzo Chigi”.