Petrolio, Rosa: riunione Consiglio ennesimo buco nell’acqua

Per il capogruppo di Lb-Fdi “chi pensava che la politica lucana si sarebbe svegliata dal torpore provocato, probabilmente, dagli effluvi del petrolio è rimasto deluso”

&ldquo;Ieri in Consiglio regionale ennesima discussione sul petrolio. Ennesimo buco nell&rsquo;acqua. Chi pensava che la politica lucana si sarebbe svegliata dal torpore provocato, probabilmente, dagli effluvi del petrolio &egrave; rimasto deluso. La politica per la politica, discussioni sterili a beneficio di loro stessi. E i cittadini, questa volta, non sono stati neanche a guardare. Hanno semplicemente disertato&rdquo;. E&rsquo; questa l&rsquo;opinione del capogruppo di Lb-Fdi Gianni Rosa sulla riunione del Consiglio regionale di ieri.<br /><br />Rosa sottolinea &ldquo;i richiami all&rsquo;unit&agrave; della politica, l&rsquo;esaltazione di ci&ograve; che &egrave; stato fatto negli anni passati. Il solito autoincensamento di chi sa di aver sbagliato tutto ma non vuole ammetterlo. O meglio, qualcuno, il presidente Pittella, ha ammesso numerosi sbagli, non i suoi ovviamente, ma di chi lo ha preceduto. Errori compiuti, o meglio questioni &lsquo;incompiute, una &egrave; quella del petrolio&rsquo;, ereditate da amici di partito che invece di essere penalizzati da quegli stessi sbagli, oggi ricoprono importanti ruoli. Bubbico e De Filippo cosa pensano delle parole del governatore che, con il solito atteggiamento vittimista, dice di volersi assumere le responsabilit&agrave; di tutti? Saremmo curiosi di sapere cosa ne pensano di Pittella che invece di dire &lsquo;ho sbagliato&rsquo;, dice di aver fatto cose importanti, di non aver girato la faccia altrove, come &lsquo;&egrave; accaduto nel passato&rsquo; quando ci sono stati problemi. Ovviamente sono solo parole. Pensare di risolvere la questione dei 154 mila barili di petrolio solo dicendo &lsquo;noi ci fermiamo qua&rsquo; e senza mettere in campo azioni concrete sono solo parole. Manifestare con le magliette &lsquo;no triv in mare&rsquo; e poi inviare un parere sulle trivellazioni nello Ionio un anno e mezzo dopo che il Ministero era intervenuto sono solo operazioni di facciata. Dire che si vogliono recuperare i &lsquo;ritardi abissali&rsquo; (parole testuali del presidente) dell&rsquo;Osservatorio ambientale trasformandolo in fondazione, sono solo parole prive di contenuto&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Fatti &egrave; quello che vogliono i cittadini. Un esempio per tutti &ndash; aggiunge Rosa -, proprio sull&rsquo;Osservatorio ambientale della Val d&rsquo;Agri, nato dagli accordi del 1998, non era mai entrato in funzione finch&eacute; un consigliere di opposizione, neo eletto, esponente della opposizione &lsquo;fascistella&rsquo;, nel 2011, ha denunciato le omissioni del sistema. Non c&rsquo;erano tecnici di laboratorio, non c&rsquo;era strumentazione per i rilievi. I cittadini sono stanchi della politica che si riempie la bocca di belle parole. Anche quando si tratta, come nel caso di Pittella, di ammettere le responsabilit&agrave; (sempre di altri, ovviamente). I cittadini vogliono azioni concrete, fatti che possono migliorare la loro qualit&agrave; della vita e non quella di chi, dagli sbagli, ha tratto solo vantaggi. Con la discussione di ieri si &egrave; solo cercato, per l&rsquo;ennesima volta, di vendere chiacchiere ai cittadini come se i cittadini lucani fossero degli analfabeti, trattando questo popolo come un popolo che non esiste&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Se &egrave; questa la strategia &ndash; conclude Rosa -, qual &egrave; l&rsquo;unit&agrave; di cui si riempiono tutti la bocca? Quella per la quale tutti si ritrovano a votare l&rsquo;ennesimo documento finale, tutti contenti di averlo sottoscritto? Quello che manca realmente &egrave; l&rsquo;unit&agrave; tra chi oggi rappresenta i lucani, democraticamente, e gli stessi lucani. Si &egrave; perso questo. Si &egrave; perso questo contatto tra quello che si dice e la realt&agrave; dei fatti. Il problema &egrave; che non si ha pi&ugrave; contezza di quello che succede sul nostro territorio, non si ha pi&ugrave; contezza di quello che realmente i cittadini pensano. Ed &egrave; questo il pi&ugrave; grave errore che la classe politica che ci governa non vuole ammettere&rdquo;.&nbsp;

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