Pdl, Pagliuca: ha ragione Scopelliti, più spazio a territori

Il capogruppo del Pdl: “ Il partito funziona quando è forte l’azione proposta sui territori. La gente vuole interpreti dei propri bisogni ed è stanca di passerelle o sfilate inutili per il Paese”

“Scopelliti, senza giri di parole parla di una diversa gestione del partito che da una gestione centralista deve avviarsi sul terreno della legittimazione piena dei territori. Niente più imposizioni dall’alto per la scelta dei candidati! E’ finito il tempo del voto trascinato dal leader che, spesso, ha baciato i fortunati più vicini al ‘sole’! Il partito funziona quando è forte l’azione proposta sui territori. La gente vuole interpreti dei propri bisogni ed è stanca di passerelle o sfilate inutili per il Paese”. E’ quanto afferma il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Nicola Pagliuca, che in un intervento inviato oggi alla stampa commenta le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Calabria in una intervista al quotidiano “L’Avvenire”.

“La casa dei moderati, un forum aperto alle associazioni, sono le buone idee da cui ripartire – aggiunge il capogruppo del Pdl -. Non solo organizzazione di partito, necessaria ma non sufficiente! A restare troppo concentrati solo sul partito si corre il rischio di tracciare un recinto intorno a noi che allontana le persone e non le fa avvicinare. In tempo di crisi dei partiti è necessario che questi si aprano per intercettare le istanze della gente e creare quella giusta simbiosi tra esperienze politiche e società civile”.

“In Basilicata il confronto delle amministrative ha dimostrato una tenuta del Pdl – aggiunge ancora Pagliuca – a testimonianza che il lavoro fatto ad ogni livello è stato percepito dai cittadini. Si può e si deve fare di più per intercettare nuove sacche di consenso che non sono tra gli iscritti del partito. Lo sguardo va allargato e, quindi, bene venga il Forum delle associazioni, ben venga il progetto di una casa dei moderati locale dove dal confronto pari dignitario potrà essere costruita l’alternativa democratica che manca da troppo tempo. Il consenso è la conseguenza del lavoro umile che chi fa politica deve offrire alla messe del bene comune”.

    Condividi l'articolo su: