Ola su mancata adozione Piano e Regolamento Parco Appennino

La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, in una nota denuncia “ritardi nella predisposizione ed adozione del Piano e del Regolamento del parco nazionale dell’Appennino Lucano, il cui affidamento alla società RPA di Perugia, al costo di oltre 662 mila euro, risale ormai al mese di ottobre 2013”. “All’indomani dell’affidamento della redazione del Piano e del Regolamento del parco a questa società – spiega la Ola – esprimemmo perplessità, dal momento che è la stessa che ha redatto il progetto del centro olio di Corleto Perticara nell’ambito del Progetto Tempa Rossa (concessione Gorgoglione). I ritardi – evidenzia l’organizzazione – oltre a costituire un ritardo rispetto agli obblighi previsti dalla legge e al cronoprogramma approvato dal parco dell’Appennino Lucano con delibera n. 5 del 31 gennaio 2011, costituiscono un vuoto di pianificazione che non consente la completa salvaguardia e lo sviluppo dei valori ambientali dell’area protetta nazionale”. La Ola ricorda che” all’interno del perimetro del parco ricadono oggi ben 16 pozzi petroliferi (dati Unmig Osservatorio Ambientale) mentre sono una decina i pozzi di petrolio che insistono sui suoi confini, sui quali sono in itinere nuove richieste di varianti progettuali da parte delle compagnie minerarie”. Per la Ola “la mancata adozione dei due importanti strumenti gestionali da parte del parco, favorirebbe una pericolosa “deregulation“, subordinando gli interessi di beni collettivi agli interessi privati petroliferi, con grave possibile ulteriore pregiudizio sulla salvaguardia e l’integrità dei valori peculiari dell’area protetta. Tale vuoto pianificatorio dipende dalle norme provvisorie inadeguate, emanate quasi 10 anni fa con il Dpr 8 dicembre 2007 che restano in vigore fino all’entrata in vigore del Piano del Parco di cui all’art. 12 della L. 6 dicembre 1991, n.394 (art.1, comma 5 del DPR 8/12/2007). Uno strumento di salvaguardia e sviluppo dell’area protetta – conclude la ola – la cui adozione è divenuta quindi urgente per tutelare in modo adeguato con norme ad hoc il territorio dall’invadenza delle attività petrolifere”.

BAS 05

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