"La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) dopo l'incidente di Bernalda e dopo la conseguente richiesta da parte del Dipartimento ambiente della Regione Basilicata all'Eni di fare "immediatamente" un controllo, con un apparecchio ad ultrasuoni, "per verificare lo stato di integrità" dell'intero oleodotto (lungo circa 140 chilometri) che trasporta il petrolio da Viggiano a Taranto, registra oggi un silenzio assordante sull'intera vicenda. È appena il caso di evidenziare che oltre ai 140 chilometri di oleodotto esiste uno sviluppo di altri 500 chilometri di tubi che collegano i pozzi della concessione Val d'Agri con il centro oli di Viggiano (ai quali occorrerà a breve aggiungere anche i chilometri degli oleodotti tra i pozzi della concessione Total e il terzo centro oli lucano di Corleto Perticara). Essi sono attraversati da petrolio amaro, non desolforizzato, ricco cioè di sostanze inquinanti ed altamente corrosive per i tubi che lo trasportano. In genere queste condotte hanno una garanzia di dieci anni se sottoposte ad un continuo defluire di petrolio non desolforizzato. In caso di sversamento accidentale, è inutile ricordare, che si tratta di liquido dannoso per l'ambiente e la salute umana". L'Ola chiede il monitoraggio dell'intera rete che compone l'oelodotto.
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