Nuovo Statuto, Rosa: “Memoria storica e visione del futuro”

Il capogruppo di Lb-Fdi nel sottolineare l’impegno profuso per la sua stesura evidenzia il lavoro svolto nell’intento di “racchiudere lo spirito della memoria storica lucana e le esigenze che il presente ci impone”

&ldquo;Come per la Costituzione (o almeno come dovrebbe essere anche per la Costituzione) cos&igrave; scrivere lo Statuto regionale rappresenta per il legislatore un grande onore e, al contempo, un grande onere. Delineare l&rsquo;organizzazione dei poteri, la difesa dei diritti civili, sociali e politici rappresenta, in primo luogo, la responsabilit&agrave; di tramandare un complesso di valori, prima ancora che di norme, le quali, senza dimenticare il passato, si proiettino nel futuro costituendo &lsquo;l&rsquo;architettura delle regole per tutti e dei diritti di ognuno&rsquo;. Anche nel territorio regionale. &Egrave; un lavoro di recupero della memoria e di visione allo stesso tempo. Ed &egrave; con questa consapevolezza che anche Fratelli d&rsquo;Italia &ndash; Alleanza Nazionale ha partecipato attivamente alla stesura della &lsquo;nostra Carta dei diritti e dei principi fondamentali&rsquo;&rdquo;. E&rsquo; quanto dichiara il capogruppo di Lb-Fdi, Gianni Rosa che aggiunge: &ldquo;Attraverso una task force costituita ad hoc, composta dal consigliere Gianni Rosa, dall&rsquo;on.le Gianfranco Blasi, dagli avvocati Clemente Delli Colli, Luciano Petrullo, Maria Bonsera e Giuseppe Giuzio e l&rsquo;economista Sergio Carnevale, abbiamo cercato di racchiudere nel futuro Statuto della Regione Basilicata lo spirito della memoria storica lucana e le esigenze che il presente ci impone&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Solo per i primi 47 articoli &ndash; prosegue l&rsquo;esponente di Fdi -, la nostra task force ha proposto pi&ugrave; di 60 emendamenti: a partire dal riconoscimento del nome &lsquo;Lucania&rsquo; e &lsquo;Lucani&rsquo;, sebbene vi fosse chi volesse farci diventare basilicatesi, che recupera anche nella sua radice etimologica quella Terra di boschi e di lupi di cui dobbiamo essere orgogliosi; al riconoscimento dei diritti, non solo ai residenti, ma anche a chi vive e opera stabilmente sul territorio regionale, alla valorizzazione della cultura intesa non solo come elemento fondante della democrazia, ma anche come &lsquo;legame civile e politico della comunit&agrave; regionale&rsquo;, affinch&eacute; venga intesa non solo come beni culturali, ma anche come quel complesso che include le conoscenze, le credenze, l&#39;arte, la morale, il diritto, il costume che costituiscono il patrimonio storico ed artistico senza distinzioni basate su gerarchie di valori&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Un lavoro collegiale &ndash; conclude Rosa -. Noi, come diceva Calamandrei, abbiamo messo la carta, speriamo che i giovani e le future generazioni ci mettano &lsquo;il combustibile, &hellip;l&rsquo;impegno, lo spirito, la volont&agrave; di mantenere queste promesse, la propria responsabilit&agrave;&rsquo;&rdquo;.<br />

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