“La nuova giunta regionale nasce in una fase storica delicatissima. La dimensione e la drammaticità dei problemi richiede che la politica, il sindacato ed i lavoratori, ritrovino il senso della loro missione per costruire un’amministrazione che aiuti la comunità lucana ad affrontare le angosce e le ansie di una crisi economica e sociale lacerante.
Occorre che, da un lato, la politica faccia un passo indietro, rinunciando a quell’equivoca ed invadente discrezionalità spesso foriera di inefficienza amministrativa e, dall’altro, il sindacato rifletta con rigore sul suo ruolo per rappresentare al meglio le istanze dei lavoratori e dei cittadini e per costruire un’amministrazione che aiuti la comunità lucana ad affrontare le angosce e le ansie di una crisi economica e sociale lacerante e durissima”. E’ quanto sostiene la segreteria aziendale Rsu Uil della Regione Basilicata.
“E’ necessario – prosegue la nota – ed urgente aprire e costruire un percorso di rilancio dell’amministrazione regionale, imperniato su una rinnovata attenzione verso il personale, segnando una discontinuità con una prassi che spesso ha mortificato le tante professionalità esistenti.
Portare rispetto, ridare dignità ed orgoglio alla grande maggioranza dei dipendenti che, a dispetto di una non ottimale organizzazione degli uffici, stanno responsabilmente portando avanti l’intera macchina amministrativa regionale.
Al nuovo governo regionale, augurandogli un buon lavoro, chiediamo di porre i problemi della pubblica amministrazione regionale tra i primi punti del suo programma operativo: verificheremo da subito se ci sono idee, volontà di ascolto, azioni concrete tese a valorizzare le risorse umane presenti nell’ente.
Sono tante le proposte concrete che abbiamo già fatto e su cui continueremo la nostra battaglia: abolire i dirigenti generali, ridurre il numero dei dirigenti esterni, istituire la vice dirigenza, ripristinare il dipartimento programmazione, utilizzare le graduatorie esistenti per le progressioni verticali, assumere nuovo personale attraverso i concorsi pubblici, ecc..
Non servono rivoluzioni e slogan propagandistici, ma piccoli passi concreti dentro un nuovo percorso riformista, in cui la UIL è pronta e non si sottrae agli oneri di un impegno così gravoso”.
BAS 05