Il consigliere regionale di “Io Amo la Lucania” nell’annunciare la visita alla casa circondariale di Potenza per giovedì 13 ottobre, auspica un accordo tra il ministero di Giustizia e la Regione
“Si parla molto della proposta di consentire maggiormente il ricorso alle misure alternative alla detenzione al fine di adeguare il numero dei detenuti alle capienze regolamentari degli istituti penitenziari. Bisogna dare allora effettività agli strumenti che realizzano tale condizione”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale Alfonso Ernesto Navazio evidenziando che “il movimento politico ‘Io Amo la Lucania’ si pone tra i suoi obiettivi quello di affrontare da vicino il fenomeno del sovraffollamento all’interno degli istituti penitenziari ed è per questo che giovedì 13 ottobre, mi recherò presso la casa circondariale di Potenza”. “La mia non sarà una passerella politica – afferma Navazio – ma un prendere consapevolezza della situazione locale e procedere poi, con dati alla mano, verso un percorso che coinvolga il governo regionale”.
“Sono trent'anni che in Italia non c'è un dibattito vero sulla questione, malgrado da altrettanti anni i Radicali, in particolare, si battono per una riforma necessaria a tutto il Paese ‘per uscire dall'illegalità’. E sono anni che, a livello regionale, la questione rimane aperta solo sotto forma di qualche slogan politico. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – ricorda il consigliere – in un’intervista a Rai News 24 del 3 ottobre scorso, definì la situazione delle carceri italiane ‘una vergogna per il paese, la sentiamo tutti anche come umiliazione per l’Italia, quando veniamo condannati a livello europeo perché non sono degne di esseri umani le carceri sovraffollate, come sono oggi sovraffollate. Noi non possiamo dormire tranquilli’.
“ Nel condividere pienamente le parole del Presidente, ritengo doveroso – sottolinea Navazio – come cittadino prima e nelle funzioni di consigliere regionale poi, tentare di rimediare ad una programmazione sociale troppo generale, carente di progettazione, in cui si proclamano i livelli essenziali di assistenza ma non si spiegano le risorse, gli obiettivi, le azioni e le responsabilità dei risultati. La questione investe le competenze della Regione in materia di interventi sociali, formativi e lavorativi; le misure alternative alla detenzione si traducono in programmi di rieducazione ed inclusione sociale dei detenuti”.
Il 27 aprile scorso tra il ministero della Giustizia e le Regioni si è stipulato l’Accordo Interregionale Transnazionale “Interventi per il miglioramento dei servizi per l’inclusione socio-lavorativa dei soggetti in esecuzione penale”. “Le procedure di attivazione dell’accordo quadro – suggerisce Navazio – possono essere avviate solo attraverso la definizione ed approvazione di uno specifico Accordo tra il ministero di Giustizia e la Regione”. “Ad oggi – ricorda il consigliere – la Regione Basilicata non ha ancora programmato un accordo in tal senso e tanto meno ha predisposto una programmazione sociale che tenesse almeno in considerazione la possibilità di collaborare con il Ministero della Giustizia, per alleggerire il disagio nelle carceri. Basta dare un’occhiata alla proposta del Piano regionale della Salute e dei Servizi alla Persona 2001 – 2013 per accorgersi dell’assenza totale di interesse per il problema”.
“Le carceri lucane sono sovraffollate di circa cento detenuti”. A tal proposito, il Presidente di Io Amo la Lucania sostiene quanto sia “facile capire come l’avvio di accordi progettuali con il ministero della Giustizia per l’assegnazione alle misure alternative alla detenzione di qualche decina di detenuti, per i quali vi sono le condizioni di legge, risolverebbe almeno in parte il problema di affollamento”. “Tuttavia – aggiunge Navazio – non dimentichiamo che circa un sesto dei detenuti è in attesa del primo giudizio, evidenziando la complessità delle cause del sovraffollamento, talune, insite nel sistema giustizia che ha difficoltà a rendere una risposta tempestiva”.
“La prepotente urgenza non può essere disattesa. La via dell’amnistia può essere il traino per far decollare tutte le riforme necessarie. La partitocrazia è ferma ed impaurita, rinvia al dopo. Noi stiamo tentando di fare la nostra parte” conclude Navazio.