Piano Integrato Sviluppo urbano sostenibile, dice Navazio : “piano di sviluppo e di coesione della Regione, ovvero dalla teoria del border line alla teoria della straight line. I nostri amministratori regionali si sono fermati ad Euclide”
“Le entusiastiche dichiarazioni per l’assegnazione (meglio sarebbe parlare di rimodulazione) delle risorse stanziate nei giorni scorsi dal Cipe, nell’ambito del Piano di Sviluppo e di Coesione per le due città capoluogo, fanno da contraltare all’assordante silenzio di un dibattito che pure doveva svilupparsi”. E’ l’opinione del presidente del gruppo consiliare di “Io amo la Lucania”, Alfonso Ernesto Navazio.
“La Regione Basilicata – aggiunge Navazio – con la disponibilità delle nuove risorse, intende irrobustire e qualificare ‘le locomotive principali dello sviluppo regionale, ruolo che le due città capoluogo sono chiamate a svolgere in maniera unitaria’. Qualcuno sottolinea che “ (…) è la prima volta in maniera pressoché paritetica (…)”. L’obiettivo delle politiche urbane in Basilicata è, dunque, rafforzare il ruolo di Potenza e Matera mediante il potenziamento dell’effetto città.Garantendo il buon funzionamento della macchina urbana da una parte e caratterizzandosi come centri di attrazione dell’altra. Con buona pace delle intenzioni sbandierate nell’unico Piano regionale di sviluppo approvato dal Consiglio regionale e, spesso, ribadite nelle piazze dei Comuni. Perché, se da un lato è necessario affidare ai vertici dell’organizzazione urbana le chances di rafforzamento della direzionalità, dei servizi, e più in generale delle amenities, dall’altro è necessario costruire una rete tra i principali centri urbani (città capoluogo e città medio grandi) rafforzandone ‘le relazioni reciproche e l’integrazione con i rispettivi entroterra’. Il modello di sviluppo ‘border line’, che tanto temeva lo sviluppo regionale legato a connotazioni centrifughe, viene sostituito dal modello euclideo della ‘straight line’ (per usare un anglicismo caro ai nostri programmatori di visioni) che non teme lo sviluppo regionale legato a connotazioni punto – punto”.
“Occorre garantire – sostiene Navazio – sistemi a rete con una crescente integrazione delle aree interne ed una capacità di relazioni che sappiano coniugare le distribuzioni funzionali dei valori urbani con i processi di concentrazione in atto. Nei tempi passati, la gente si è spostata dalle campagne alle città anche per poter godere di una maggiore libertà di comportamento e di azione. Oggi, invece, le nostre città, con l’introduzione di forme di pianificazione urbanistica fortemente vincolistiche e regolamenti sempre più invasivi per ogni attività urbana, appaiono sempre più soggiogate al ‘monopolio pubblico nella fornitura delle infrastrutture e dei servizi’. Quindi, più cemento e meno libertà per i suoi cittadini. E qui risuona, ancora una volta, il ‘troppo pubblico’ che permea ogni angolo della nostra regione. È un circolo vizioso. E’ ora di superare il modello di sviluppo puntuale. Occorre ragionare per diffusione, restituendo al cittadino comportamenti ed azioni. E, invece, assistiamo ad una pianificazione di risorse legata a poche idee che riflettono tutta la visione novecentesca delle nostre città e delle loro funzioni. Risorse buone per essere un motore di benessere economico. Ma che ci faremo – è il quesito del consigliere – alla luce dell’evoluzione demografica in atto di una grande città?”
“Le grandi città – fa rilevare Navazio – costituiscono delle ‘macchine costose’ da gestire, e di questo non c’è traccia nelle decine di progetti finanziati dai Pisus che tendono solo ad una infrastrutturazione speculativa. Le città medio – piccole, in ambiti territoriali ricchi di risorse, realizzano performances di grande interesse. Ne abbiamo di esempi. La storia delle città deve pur insegnare qualcosa. Dobbiamo, quindi, aumentare la ricchezza degli ambiti territoriali. Dobbiamo aumentare la libertà urbana, restituendo alla città il suo fondamentale ruolo. Dobbiamo aumentare la libertà delle nostre convinzioni. Inutile inventarsi uno sviluppo sostenibile solo per appagare le nostre coscienze”.