Navazio (Ial): Assessori esterni fra democrazia e costi

Il presidente del gruppo consiliare Io amo la Lucania: “oggi, nella fase repubblicana dedicata alla sobrietà, ci chiediamo se anche la democrazia dovesse essere più sobria”

“E’ tempo di finanziaria regionale. Ci saranno discussioni. Occorrono risorse. Una prima riflessione, tra il serio ed il demagogico. Si potrebbero risparmiare circa 800.000 euro all’anno non ricorrendo agli assessori esterni (quattro) nominati dal presidente De Filippo. Qualcuno dirà che questi sono i costi della democrazia. Una democrazia malata aggiungerà qualcun altro. Trenta consiglieri non bastano per gestire la nostra Basilicata. Oltretutto non sono mica professori. Quindi, rispondono solo a logiche (perché, di certo, non sono stati scelti per i loro meriti accademici) extra-consiliari; più correntizie che partitiche per la verità”.

“La Basilicata – è il quesito di Navazio – si è accorta di questo? Andiamo per ordine. Il sistema elettorale regionale individua il Presidente della Giunta eleggendolo insieme ad altri 29 consiglieri. In teoria è nell’ambito dell’Assemblea che il Presidente individua i suoi collaboratori. Ma può cercarli anche fuori. Così come è stato. Se ne sentiva il bisogno? Non discutiamo delle scelte. Vogliamo discutere della opportunità. Oggi, nella fase repubblicana dedicata alla sobrietà, ci chiediamo se anche la democrazia dovesse essere più sobria. La democrazia è una forma
di governo costosa. E’ giusto, quindi, chiedersi, per chi ama la democrazia, quanta parte dei
soldi impiegati per il suo funzionamento è necessaria. E quanta, invece, costituisce un inaccettabile spreco di denaro. Quattro assessori, con una spesa di 800.000 euro annui, sono necessari o sono spreco? Ad ascoltare le voci di corridoio sono equiparati allo spreco. Non se ne sentiva la necessità. Basterebbe un mini sondaggio (anonimo, per carità) per conoscere il risultato. ‘Non si tratta di mettere un governo al posto di un altro o di altri – spiegava lo scrittore José Saramago in una delle sue ultime interviste – ma di mettere al centro della discussione il tema della democrazia, della vera democrazia, di rifondarne il concetto a partire dalle necessità reali della gente, soprattutto per evitare che il desiderio di libertà e di dignità crollino rendendo gli esseri umani più vulnerabili  e portandoli al precipizio’. Occorrerebbero – sostiene Navazio – una riflessione ed una discussione che superino la demagogia. Di questi tempi, tuttavia, la tentazione è forte. 800.000 euro all’anno sono tanti. Sarebbe peggio non parlarne. Quindi, la finanziaria 2012 si occupi anche di democrazia. Qualcuno (ce n’è sempre uno) ci prospetterà questioni più serie: la discussione sulle leggi inapplicate o sui provvedimenti non assunti, sulle risorse non spese o spese male, sui problemi non affrontati e spesso aggravati. Tanto – conclude Navazio – la democrazia non rappresenta un costo”.

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