I consiglieri regionali di Ial e Mpa: “lo smembramento della Basilicata, da vago disegno intellettualoide incomincia a prendere forma. Cerchiamo di non essere semplici spettatori”
“Nel prossimo consiglio regionale previsto per martedì 19 giugno chiederemo all’Assemblea di anticipare la mozione presentata il 14 maggio scorso che impegna il Presidente e il Governo regionale a ‘sostenere l’approvazione della bozza predisposta dalla Commissione ministeriale per garantire il mantenimento del Tribunale di Melfi, in particolare vigilando affinché non intervengano modifiche in danno alla struttura melfitana’”. E’ quanto affermano i consiglieri regionali Navazio (Ial), Falotico e Mollica (Mpa).
“Avevamo dei timori – aggiungono i consiglieri -. La mozione vuole e deve coinvolgere l’intera assemblea regionale intorno al tema della sopravvivenza della Regione, senza nessuna enfasi o esaltazione verbale. La Regione è chiamata a difendere se stessa. Troppe ingerenze, troppi tentativi di scardinamento. La Regione, nei prossimi giorni, licenzierà il ‘Documento programmatico per lo Statuto’, nel quale si esaltano, si riconoscono, si dichiarano e si definiscono parole chiavi che ‘tendono a raccordare l’eredità del passato, la dialettica e i valori condivisi del presente, la prospettiva del futuro’”.
“La Basilicata difenda se stessa – proseguono ancora gli esponenti politici -. La sua classe dirigente non si racchiuda nella difesa salottiera ma alzi la voce. Si faccia capire ciò che, astrattamente, è sopprimibile ma che, concretamente, diventa insopprimibile. E questo vale per i tribunali, per la Banca di Italia, per le sedi prefettizie, insomma per tutti i presidi che hanno coniugato la storia di questa regione con le istituzioni nazionali. I risparmi sono necessari, tutti siamo impegnati a trovare le soluzioni più opportune e la revisione delle circoscrizioni giudiziarie non consente di recuperare molti denari. Al massimo l’intervento consentirà di recuperare magistrati e risorse umane, forse, con un recupero di specializzazione delle funzioni. I risparmi sono altrove: basti pensare che la voce di spesa del servizio intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali incide per oltre il 40 per cento del totale delle spese di giustizia. Ma attenzione – concludono -, lo smembramento della Basilicata, da vago disegno intellettualoide incomincia a prendere forma. Cerchiamo di non essere semplici spettatori”.