Navazio: è il Pdl che non vuole una vera alternativa

Il presidente di “Io amo la Lucania” replica alle critiche del capogruppo del Pdl: “Pagliuca sa bene che l’unico responsabile del mancato cambiamento in Basilicata forse è il frutto dei continui giochi a tavolino proprio tra Pd e Pdl”

“Il capogruppo del Pdl in Regione, Nicola Pagliuca, continua il suo sfottò ben sapendo di non dire proprio tutta la verità. Cerca di confondere le acque, nel tentativo di coinvolgere tutti nella sua idea di inciucio. A differenza sua possiamo ben dimostrare qual’è, invece, la nostra”. Così il presidente di “Io Amo la Lucania”, Alfonso Ernesto Navazio, replica alle affermazioni fatte da Nicola Pagliuca in una intervista pubblicata oggi da “La Nuova del Sud”, nella quale il capogruppo del Pdl critica la scelta di Navazio, Falotico e Mollica di votare a favore dell’assestamento di bilancio.

“L'assestamento di bilancio 2012, approvato nell'ultimo Consiglio regionale – spiega Navazio -, ha visto la proposizione di molti emendamenti. Quelli da me presentati ed accettati dall'assemblea riguardavano: 1) l’ istituzione della Stazione Unica Appaltante (art.21), oggetto peraltro di una nostra proposta di legge che giace in commissione da tempo, e che elimina la miriade di centri appaltanti e di costi per un verso e le tentazioni, non sempre nascoste, di rapporti equivoci; 2) l'istituzione (artt. 39  e 40) per i nostri Parchi (Parco naturale Gallipoli – Cognato,  Piccole Dolomiti Lucane e il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del materano) del Revisore unico al posto di un costoso collegio (dove è previsto la presenza di un componente di nomina ministeriale) in cui, ovviamente, sono rappresentate le minoranze, nomine concordate in quanto non abbiamo mai avuto la possibilità di votare in aula né tantomeno di valutarle; 3) la previsione (artt.53 e 54) a partire, dal gennaio 2013, dell'obbligo della pubblicazione del bollettino della Regione Basilicata on-line e della riduzione della spesa per la stampa di relazioni e di ogni altra pubblicazione prevista da legge e da regolamenti e distribuita gratuitamente ed inviate ad altre amministrazioni (al 50%); 4) l'obbligo (art.38), e non più la facoltà, per la Giunta regionale e per gli uffici regionali di indire audizioni pubbliche, consultazioni  e indagini conoscitive per i programmi di sviluppo delle attività di coltivazione degli  idrocarburi. Una norma, questa, che si rivelerà importante per i cittadini della Lucania. Peccato però che il Pdl, con il suo voto di astensione, non l’abbia capito”.

“Si chiama inciucio questo? Può dire altrettanto Pagliuca?”, si chiede Navazio aggiungendo che “cosa ha fatto e cosa sta facendo se non  limitarsi, stancamente, a diniegare ciò che tutti pensano (altrimenti perché un giornalista fa la domanda?) cercando di arrampicarsi nelle risposte, francamente appare stucchevole e fuori nota. Attribuisce a noi ‘una relazione stretta con il potere’. Continua nello scarica barile. Se la prende con i lucani, troppo spesso colpevolizzandoli  di ‘aver commesso un grande errore per non aver capito che dopo un po’  di anni è necessario cambiare gli assetti di potere’. Ma, anziché attribuire il capro espiatorio alla platea e non solo, Pagliuca sa bene che l’unico responsabile del mancato cambiamento in Basilicata forse è il frutto dei continui giochi a tavolino proprio tra Pd e Pdl. Dunque, come lui dice, di comprovate relazioni con il potere. Prima con le ultime regionali dove lui era il candidato alla presidenza ma forse solo per il circuito mediatico. Non era questa un’occasione per creare una vera alternativa alla politica stagnante della Basilicata? Non ha voluto coltivare questa occasione. Noi, invece, ci abbiamo provato e continuiamo ad esserlo, anche a denti stretti. Poi con la presidenza della Commissione di inchiesta Fenice. Non è stata, forse, anche questa scelta frutto di un accordo? Imposto aggiungerei. Troppo facile puntare il dito. Ma a noi non interessa".

"Il capogruppo del Pdl in Regione – conclude Navazio – non è il nostro interlocutore, vogliamo ragionare con i lucani e non facciamo sconti a chicchessia , soprattutto a chi non è nelle condizioni di dare lezioni”.

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