Tutto pronto per le tavole di Natale. Tavole “casalinghe” e rigorosamente “made in Basilicata”: ha riscosso un buon successo di adesioni l’appello della Cia a consumare lucano per le festività natalizie e di fine anno. A vincere anche quest’anno, infatti, saranno i “banchetti” in famiglia con prodotti legati alla tradizione e al territorio.
A contribuire alla scelta per le produzioni alimentari e tipiche locali – sottolinea la Cia – c’è sicuramente l’effetto della crisi che rende più attenti i consumatori ai prezzi e alla quantità di prodotti da acquistare, senza eccedere come avveniva fino a qualche anno fa. Secondo i nostri dati, quest’anno tra il 30-35 per cento dei lucani spenderà meno per cibo e bevande, mentre il restante 70-75 per cento lascerà praticamente inalterato il budget per il cenone della vigilia e per i pranzi di Natale e Santo Stefano.
Più in dettaglio, ogni famiglia sborserà in media 120 euro per imbandire le tavolate delle due prossime festività principali. Ma gli acquisti saranno comunque più oculati -osserva la Cia- con prodotti e specialità enogastronomiche legate al territorio e alle tipicità regionali.
Niente spese folli, quindi: salmone, pesce pregiato e frutta esotica verranno consumate con il contagocce. Mentre sarà un trionfo di pasta fresca, agnello, baccalà, torte rustiche e dolci artigianali. Soprattutto in vista del cenone, che vedrà al centro del menù il pesce (che registra proprio in questi giorni il consumo più elevato dell’anno), le famiglie compreranno pesce azzurro oltre a cozze e vongole, poco capitone. E poi ancora una volta lo spumante trionferà sullo champagne, con oltre il 95 per cento dei brindisi “made in Italy”.
Una strada per risparmiare – ricorda la Cia lucana – c’è attraverso “la spesa in campagna”, progetto a cui aderiscono i titolari di una trentina di aziende agrituristiche di cui 18 in provincia di Potenza e 8 in quella di Matera (l’elenco completo è consultabile al sito www.laspesaincampagna.net dove è possibile individuare la mappa e persino scaricare il software per la navigazione Gps per raggiungerle).
Elementi fondamentali del progetto che è in fase di sperimentazione con gli associati Cia-Turismo Verde in modo da raccogliere le rispettive esigenze sono l’etichetta “prezzo chiaro” obbligatoria per i prodotti venduti attraverso la rete e il logo dei Circuiti brevi e l’albo regionale delle aziende agricole della filiera corta al fine di garantire un corretto e trasparente funzionamento di circuiti brevi di commercializzazione o “filiera corta”.
Obiettivo centrale è quello di avvicinare il consumatore in modo consapevole ai prodotti della sua area territoriale e rurale creando un rapporto più stretto dei produttori con i cittadini. E – cosa non da poco – garantire un risparmio tra il 20 e il 30% per una spesa media di 100 euro.
Gli agriturismi lucani prevedono una buona affluenza di ospiti per Santo Stefano e la notte di San Silvestro, per lo più con comitive e famiglie pugliesi, campane e laziali.
In particolare – conclude la Cia – la spesa alimentare delle feste natalizie sarà così ripartita: carni e salumi (18,5 per cento); pesce (11,8 per cento); pasta e pane (14,2 per cento); formaggi e uova (13,1 per cento); ortaggi, conserve, frutta fresca e secca (15,3 per cento); vini, spumanti e altre bevande (14,7 per cento); pandori, panettoni, torroni e dolci in generale (12,4 per cento).
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