Per il consigliere regionale e comunale “l’area potrebbe essere concepita e fruita in ben altro modo se solo si mettessero a frutto i buoni intendimenti concordati al tavolo istituzionale istituito un anno fa tra Comune e Regione”
“Una componente della maggioranza che guida la Regione Basilicata – sottolinea Napoli – e il Comune di Potenza si preoccupano, a giusta ragione, dei ritardi nel trasferimento in favore del Comune Capoluogo di alcuni suoli gestiti dall’Asi. Un argomento su cui si discute da tempo, rispetto al quale monta la preoccupazione per lo stato degrado in cui versano alcune aree cittadine”.
“Basti pensare – è la riflessione del consigliere – con riferimento all'area gestita dall'Asi, alle pensiline allocate presso le fermate dei bus praticamente distrutte, ai marciapiedi invasi da erbacce o occupati da autovetture, alla scarsa illuminazione nelle ore notturne per non parlare della presenza delle cosiddette lucciole in determinate ore della giornata. Altrimenti utilizzata e pensata, l'area potrebbe essere il fiore all’occhiello della città. Basta mettere a frutto i buoni intendimenti concordati al tavolo istituzionale istituito un anno fa tra Comune e Regione. La cosa che ci preoccupa non è l’immobilismo, perché ad esso il centro-sinistra ci ha abituati, ma i motivi che possono celarsi dietro questa scelta di non agire. Un dato è certo, l’area in questione non è più periferica. E’ ricca di attività commerciali, di studi professionali, di società di servizi. Di fatto è aggregata al nucleo urbano e, per tale ragione, oltremodo appetibile. Si fa finta di studiare la maniera migliore per rendere disponibile questa zona alla cittadinanza ma, forse, si attende altro”.
“Di certo – sostiene Napoli – quell’area va riqualificata. Come? Affiancando agli spazi di verde all'aperto, da riqualificare in maniera accorta, contenitori culturali fruibili da parte dei bambini, delle famiglie, dei giovani e, perché no, degli anziani, che abbiano voglia di trascorrere parte del proprio tempo libero lontani dal disordine cittadino. Coinvolgendo in questo nuovo scenario le realtà produttive che pure insistono a ridosso del Parco fluviale secondo la logica dello sviluppo sostenibile. Potrebbero, infatti, contribuire a migliorare lo stato delle cose, partecipare con proprie iniziative al miglioramento o all'integrazione delle ipotesi progettuali previste per rendere ulteriormente fruibile l'intera area o contribuire alla manutenzione della stessa facendosi carico di rendere alcuni servizi. Insomma un nuovo modo di procedere, almeno per il Capoluogo. Quanto alle Istituzioni pubbliche – afferma Napoli – le stesse dovrebbero favorire, incentivare ed accompagnare i processi di investimento messi in campo dalle aziende che insistono nell'area, nella consapevolezza che le risorse investite, oltre a determinare una maggiore produttività, comportano l'ammodernamento degli impianti ed un maggiore livello di sicurezza degli stessi, a tutto vantaggio della salute dei tanti lavoratori occupati ma anche dell'ambiente circostante”.
“Così potranno convivere – dice il consigliere – i plessi industriali esistenti ed il Parco fluviale, con il pieno recupero di un'area in favore della comunità cittadina che necessita, ricordiamolo, di spazi verdi e di luoghi di svago. Ma ritorniamo al punto di domanda. Cosa frena l’evolversi di questa operazione di cessioni dei terreni? Quali interessi bloccano le operazioni? Di certo, si può immaginare di tutto, anche che ci sia un piano attraverso il quale si intende sbloccare l’operazione solo a ridosso delle prossime elezioni comunali, in modo da utilizzarla come propaganda elettorale. O che magari il valore stimato dei suoli, pari a 40 milioni di euro, assuma rilievo per far quadrare i conti del bilancio regionale. Sta di fatto che, a Potenza, al degrado si aggiunge degrado. E' quindi necessario che Comune e Regione riprendano semplicemente il dialogo e che le intese raggiunte si concretizzino subito in fatti. La conseguenza – conclude Napoli – non potrà che essere quella di trasformare i progetti in opere fruibili, mirando al coinvolgimento di quanti operano e producono nell'area. Sempre che chi guida l’Amministrazione comunale potentina ne sia capace”.