Cifarelli ha motivato l’astensione al voto del Pd spiegando che rispetto all’art.38 il Consiglio si è già espresso. Dopo la relazione del Presidente Pittella sulla manovra 2015, aggiornati i lavori al 7 gennaio
Il Consiglio regionale ha respinto a maggioranza (11 le astensioni di Pd, Cd, PP, Ri e Psi e 7 i voti favorevoli, quelli di Pdl-Fi, Udc, Gruppo misto, M5s e Lb-Fdi e) la mozione proposta dai consiglieri Giannino Romaniello (Gm) e Francesco Mollica (Udc) e sottoscritta anche dal consigliere Perrino (M5s) con la quale si chiedeva “al Presidente e alla Giunta regionale di procedere alla impugnativa innanzi alla Corte Costituzionale sollevando la questione di legittimità costituzionale degli art. 35, 36 bis, 37, 38 della legge ‘Sblocca Italia’, in coerenza con quanto approvato con la mozione del 4 dicembre 2014”.<br /><br />Subito dopo l’illustrazione della mozione da parte del consigliere Romaniello, il consigliere Cifarelli ha motivato l’astensione al voto del Pd spiegando che rispetto all’art.38 il Consiglio si è già espresso dando mandato al Presidente Pittella di verificare, insieme ai Presidenti delle altre Regioni, se sussistono ancora le motivazioni per l’impugnativa e, quanto agli altri articoli già impugnati da altre Regioni, ne andrebbero valutate le eventuali ricadute negative per la Basilicata. Da parte del firmatario Mollica la volontà di mantenere inalterato il dispositivo rispetto agli artt. 35, 36 bis e 37 e procedere all’impugnativa dell’art. 38, così come votato durante la seduta del 4 dicembre scorso. Mollica ha precisato che “impugnare i predetti articoli significa difendere le prerogative di una Regione e quindi di un territorio e di una comunità nel momento in cui per decreto c’è un attacco durissimo da parte del Governo nazionale”.<br /><br />La mozione del 23 settembre impegnava il Presidente e la Giunta regionale “ad attivare, a partire dalla Conferenza delle Regioni, dalla Conferenza Unificata e di concerto con le rappresentanze parlamentari lucane, ogni utile azione al fine di sostenere, in sede di conversione del decreto – legge 12 settembre 2014, n. 133, la tutela delle prerogative regionali previste dalla Costituzione italiana e, in particolare, a chiedere: la modifica degli artt. 37 e 38 del decreto c.d. “Sblocca Italia” e la loro riscrittura in coerenza con le previsioni costituzionali vigenti. Inoltre, richiamando l’articolo 117, comma 3, della Costituzione della Repubblica Italiana, che prevede come materia di legislazione concorrente Stato-Regione quella relativa alla ‘produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia' e al governo del territorio”, e preso atto “che il testo uscito dalle Commissioni Parlamentari Competenti, in particolare gli art. 35, 36 bis, 37, 38, sottraggono alle Regioni la potestà in materia di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, riconducendo alla esclusiva potestà dello Stato, prevedendo la sola ‘intesa con le Regioni interessate’ che non significa ripristinare la condizione di pari dignità in materia energetica e di pianificazione territoriale”, si ribadiva la richiesta di impugnare l’art. 38 della legge sblocca Italia davanti alla Corte costituzionale.<br /><br />Sono intervenuti nel dibattito oltre ai proponenti della mozione Romaniello (Gm), Mollica (Udc) e Perrino (M5s), i consiglieri Cifarelli (Pd), Pace (Gm) e il Presidente della Regione, Pittella.<br /><br />Successivamente, dopo la relazione del Presidente della Regione sulla manovra finanziaria 2015, l’Assemblea ha deciso di aggiornare i lavori al prossimo 7 gennaio per l’esame delle altre mozioni presentate dai consiglieri Romaniello, Cifarelli e Pietrantuono (rifiuto di trattamenti sanitari ed eutanasia), dal consigliere Mollica (soppressione del Compartimento della polizia stradale della Basilicata), dai consiglieri Napoli e Castelluccio (“salva Potenza” e finanziaria regionale) e dal consigliere Pace (proposta di legge Morassut e Ranucci per la riduzione delle Regioni italiane da 20 a 12). Subito dopo l’esame delle mozioni, previsto il dibattito sulla manovra finanziaria 2015 e la votazione finale sui tre disegni di legge riguardanti la “Legge di stabilità regionale 2015”, il “Collegato alla legge di stabilità 2015 e il “Bilancio di previsione pluriennale per il triennio 2015/2017”).<br /><br /><br /><br /><br /><br />