Presentata una mozione dal consigliere regionale Idv nella quale si evidenzia che “la questione del Metapontino va scissa dall’impegno che attendono Regione e Governo riferito alla sottoscrizione del Memorandum d’Intesa sul petrolio”
Autilio chiede la convocazione di un Consiglio regionale per discutere della situazione determinata nel Metapontino a seguito dell’alluvione del 1 e 2 marzo scorsi. Con il documento il consigliere regionale intende impegnare la Giunta ad intraprendere una serie di iniziative.
“Pensare di far ricorso alle royalties del petrolio per risarcire gli agricoltori – dice Autilio – gli operatori turistici, gli imprenditori e i cittadini del Metapontino dei danni subiti a seguito dell’alluvione dei primi di marzo, come è stato proposto dal centrodestra, sottintende un modello di federalismo nel quale non possiamo riconoscerci. La grave situazione che si è determinata a causa dell’autentica imposizione del Governo alla Regione di introdurre la cosiddetta ‘tassa di scopo’, o come è stata battezzata ‘tassa sulle disgrazie’, e quindi la pretesa della corresponsione economica della Regione per fronteggiare l’emergenza prima e favorire la ripresa produttiva dopo, chiamano in causa direttamente i rapporti Stato-Regione”.
“A mio parere – prosegue Autilio – è semplicemente intollerabile che lo Stato non si occupi, come è da sempre accaduto, di interventi finanziari in casi di calamità naturali. E lo è ancora di più se il paragone viene fatto con il provvedimento adottato per l’alluvione in Veneto, provvedimento caratterizzato per tempestività di adozione e per entità dei contributi erogati. L’alluvione nel Metapontino, come le calamità naturali che si sono verificate in contemporanea in altre aree regionali del Paese, segna dunque un comportamento differenziato e penalizzante per la Basilicata (come se da noi fosse un evento calamitoso di serie B) e al tempo stesso una frattura istituzionale insanabile tra Regioni (e l’intero sistema delle Autonomie Locali) e il Governo che abdica al suo compito essenziale di intervento solidale nei confronti di popolazioni che hanno subito danni da calamità. Per questo, ritengo che vada sostenuto, senza se e senza ma, l’impegno della Giunta Regionale, espresso con fermezza dall’assessore Gentile, per contrastare in ogni forma politica ed istituzionale il comportamento del Governo con l’obiettivo di ottenere al più presto un primo finanziamento straordinario. Del resto, la Regione ha già fatto efficacemente la sua parte, non solo attraverso l’intervento dell’Ufficio di Protezione Civile che continua, a soccorso delle popolazioni, ma ha anticipato risorse del proprio bilancio e certamente non si tirerà indietro da altri impegni finanziari soprattutto per favorire la ripresa in agricoltura e nel turismo”.
“Non ci resta, pertanto – afferma Autilio – che rivolgerci ai Presidenti della Repubblica Napolitano, del Senato sen. Schifani e della Camera on. Fini, perché si facciano garanti di un’iniziativa di tutela dei diritti dei cittadini alluvionati e per evitare che lo Stato continui ad essere latitante in relazione ai propri ruoli, come del resto è già avvenuto in altri campi come quello scolastico, sanitario, infrastrutturale e così via. La questione del Metapontino va scissa dall’impegno che attendono Regione e Governo riferito alla sottoscrizione del Memorandum d’Intesa sul petrolio finalizzato al rilancio del sistema di sicurezza ambientale e della salute oltre che a quello sociale-produttivo dell’area e per certi versi anche della regione, in quanto non hanno alcun legame neppure indiretto, tanto più se vogliamo rifiutare la logica alimentata dal centrodestra di far ricorso alle royalties, quale panacea di tutti i mali, per pagare anche i danni nel Metapontino. Tra l’altro, si continua volutamente a dimentica che l’utilizzo delle royalties è regolamentato dalla legge regionale ed è finalizzato al comprensorio territoriale nel quale avviene la estrazione degli idrocarburi e certamente la loro finalizzazione deve essere riservata ad interventi strutturali e produttivi,ben diversi da quelli risarcitori. Del resto, sarebbe davvero un controsenso, né si comprenderebbe perché, ove si consentisse attraverso le royalties il risarcimento dei danni agli alluvionati del Metapontino, i cittadini dell’area industriale di Viggiano e della Val d’Agri sono ancora in attesa del risarcimento dei gravissimi danni subiti e che continuano a subire diretti e connessi alla attività del Centro Oli Eni di Viggiano”.