Il consigliere regionale di Idv sottolinea che “ll ministro Passera annuncia un provvedimento ‘riservato’ a settembre”
“Non può essere l’Appennino lucano l’ ‘interruttore’ a cui pensa il ministro Passera per alzare la produzione petrolifera nazionale fino a raggiungere il 20 per cento della domanda e far ripartire la crescita in autunno” E’ quanto sostiene il capogruppo di Idv in Consiglio regionale, Antonio Autilio, replicando alle dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico.
“Non possiamo accettare, soprattutto, dopo il pronunciamento del Consiglio regionale a favore della moratoria della ricerca petrolifera sul nostro territorio – continua – che il mezzo individuato dal Governo sia quello di ‘adeguare agli standard internazionali la nostra normativa di autorizzazione e concessione che oggi richiede passaggi autorizzativi lunghissimi ed è per molti aspetti – sono sempre parole del Ministro – molto più restrittiva di quanto previsto dalle normative europee’.
“L’esponente di Governo – aggiunge il capogruppo di Idv – continua a minacciare lo stop a 15 miliardi di investimenti, 25 mila posti di lavoro stabili e addizionali, che dovrebbero produrre una riduzione di oltre 6 miliardi l'anno della nostra bolletta energetica e 2,5 miliardi di nuove entrate fiscali. Come avevamo previsto la risposta alla moratoria non si è fatta attendere perché il ministro Passera è convinto e lo ha detto molto chiaramente – afferma Autilio – che l'Autorità dell'Energia dovrà giocare quello che l’esponente del Governo Monti definisce un ruolo più forte nella selezione e nell'autorizzazione dei progetti, in modo da far valere ‘l'autorevolezza, indipendenza e competenza, ma anche la separazione dei poteri di indirizzo politico da quelli di controllo e regolazione’. Il punto più controverso, spesso sottolineato anche dall'Autorità, sta nel fatto che ogni intervento di coordinamento centrale si scontra con l'indipendenza data alla Regioni dal titolo V della Costituzione proprio sulla politica energetica. E per questo la posizione forte assunta dalla Regione assume maggiore rilevanza e richiede, come sostiene il presidente De Filippo, forse mai come questa volta, un fronte unitario, senza se e senza ma, per evitare che il centralismo, con l’alibi degli interessi energetici nazionali, abbia il sopravvento su quelli delle nostre comunità. I tempi stringono: a settembre sarà pronto un piano, ‘un indirizzo strategico coerente e unitario’, come si legge nel documento riservato del Ministero. Non abbiamo perciò tempo da perdere in discussioni da ombrellone in spiaggia e tanto meno per attardarci in dietrologie ed interpretazioni forzate e interessate. Un’altra contraddizione – conclude Autilio – è rappresentata dalla volontà di ulteriore taglio gli incentivi alle rinnovabili”.