"Sembrerebbe che per la fascio-comunista Maria Murante, il fatto che il sottoscritto abbia potuto parlare per due minuti e mezzo al Tgr Basilicata, nel periodo compreso tra il primo aprile 2015 e il 30 giugno 2015, rappresenti quasi un delitto, se non addirittura un crimine contro l’umanità". Lo dice il segretario dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti, in risposta a un comunicato diffuso ieri, nel quale la coordinatrice lucana di Sel ha commentato i dati sul "Monitoraggio del pluralismo politico nei telegiornali regionali.
"Non entrerò nel merito dei dati offerti dalla Murante, non avendo tra l’altro – afferma Bolognetti – la possibilità di valutarne la veridicità, ma mi permetto di analizzare il concetto di democrazia e pluralismo espresso dal rappresentante di un partito assolutamente organico al regime che governa la nostra regione da lustri. Se la possibilità di far ascoltare la voce di una forza politica dipendesse esclusivamente dal fatto che la stessa abbia una rappresentanza istituzionale, va da sé che la forza politica in questione, in assenza di tale rappresentanza, verrebbe di fatto cancellata e messa nell’impossibilità di far conoscere le proprie proposte e le proprie opinioni.
Mi affascinano le elucubrazioni della signora Murante, la quale – dice ancora l'esponente radicale – sembra non rendersi conto che le sue affermazioni da ragioniera di regime, di una opposizione che è opposizione di regime e nel regime, rappresentano la negazione di ogni forma di pluralismo e diritto, innanzitutto del diritto dei cittadini a poter conoscere per deliberare.
Se la possibilità di poter avere degli eletti è strettamente collegata alla possibilità di poter comunicare, far conoscere le proprie opinioni e far sapere della propria esistenza, va da sé che il sistema prefigurato dalla Murante è un sistema chiuso", "bloccato, dove il diritto a poter esprimere e far conoscere le proprie idee è riservato solo a chi c’è già. Va da sé, che se così fosse, qualsiasi cambiamento sarebbe impedito. Ho la sgradevole impressione che la Murante ambisca al modello dell’Unione Sovietica degli anni d’oro staliniani, con tanto di purghe e gulag. Ma il problema della Murante, di tutta evidenza, non è l’assenza di democrazia e stato di diritto che soffoca il nostro Paese, bensì i due minuti e mezzo dati al sottoscritto.
L’informazione, cara Murante, dovrebbe essere veicolo di idee e proposte, prima ancora di occuparsi di posti di potere e sottopotere.
Definire “degrado” il fatto che il sottoscritto abbia potuto parlare per 2,5 minuti attraverso i microfoni del Tgr Basilicata – 2,5 minuti in tre mesi – ci dà la cifra della cultura a cui appartiene questa signora".
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