Dopo la conferma del riconoscimento del carattere scientifico per l’istituto di ricerca, l’esponente Udc torna a chiedere l’acquisto del Cyberknife, “apparecchio radioterapico che rappresenta una vera rivoluzione per la cura dei pazienti oncologici”
La conferma del riconoscimento del carattere scientifico per il Irccs Crob di Rionero in Vulture (decreto ministeriale del 09.12.2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 07.01.2016) “riconosce il permanere di requisiti e qualità ed è una nota di merito che premia e lusinga chi opera in quella struttura e chi ha visto, per quella realtà sanitaria, la possibilità di costituire un concreto, accessibile ed efficiente punto di riferimento e centro di cura per i malati oncologici lucani e allo stesso tempo l’occasione di divenire un bacino che varca i territori regionali”.<br /><br />E’ quanto afferma il capogruppo dell’Udc Francesco Mollica, che torna a sollecitare la necessità “di sostenere e incentivare le attività del Crob, rinnovando e implementando la dotazione di strumentazione dell’istituto di ricerca”. Mollica ricorda che il 27 luglio 2015 il Consiglio regionale ha approvato una sua mozione, che impegna il presidente Pittella ed la Giunta Regionale “a valutare l’opportunità di acquistare il dispositivo ‘Cyberknife’, apparecchio radioterapico, che rappresenta una vera e propria rivoluzione per la cura dei pazienti oncologici” E ribadisce che con l’approvazione in Consiglio regionale della mozione è stata concessa l’autorizzazione all’acquisto dell’apparecchiatura.<br /><br />“Oggi – continua Mollica – mi appresto a presentare un emendamento alla legge di stabilità regionale 2016, per permettere al Crob l’acquisto del dispositivo ‘Cyberknife’ anche attraverso una procedura di leasing pluriennale, al fine di permettere alla struttura di dotarsi dell’importante apparecchiatura in tempi rapidi. Si deve operare affinché la conferma del riconoscimento del carattere scientifico del Crob di Rionero in Vulture – conclude Mollica – permanga, offrendo strumenti e mezzi che consentano alla struttura di migliorarsi, conservare i requisiti e puntare all’eccellenza ed ai pazienti lucani di affidare la propria cura alla propria terra”.<br />