Mollica: “Assicurare lo studio del diritto e dell’economia”

Il presidente del Consiglio regionale ha partecipato a Potenza al convegno promosso dall’Associazione professionale insegnanti scienze giuridiche ed economiche

&ldquo;Sono ancora tante le scuole in cui non viene assicurato lo studio sistematico del diritto e dell&rsquo;economia politica. E&rsquo; incomprensibile che gli studenti liceali italiani si trovino a digiuno di ogni conoscenza economica, giuridica o sociale, considerato che molti di loro proseguono gli studi universitari proprio nella facolt&agrave; di scienze sociali, quali economia, giurisprudenza, economia aziendale, sociologia, statistica, scienze politiche&rdquo;. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale Francesco Mollica, che &egrave; intervenuto nel convegno dal titolo &ldquo;L&rsquo;insegnamento del diritto e dell&rsquo;economi politica per la promozione delle competenze&rdquo;, che si &egrave; svolto oggi a Potenza su iniziativa dell&rsquo;Associazione professionale insegnanti scienze giuridiche ed economiche. A parere di Mollica &ldquo;l&rsquo;economia deve essere una disciplina accessibile agli studenti di tutte le scuole di secondo grado. &Egrave; opportuno potenziare il Liceo economico sociale che gi&agrave; esiste come branca del Liceo delle scienze umane e allo stato attuale corre il rischio di non essere adeguatamente valorizzato a causa di una non piena autonomia. &Egrave; per questo necessario procedere da un lato a una modifica ordinamentale per la valorizzazione delle discipline economiche anche all&rsquo;interno del percorso dei licei scientifico e classico. L&rsquo;immissione in ruolo di docenti dalle graduatorie ad esaurimento pu&ograve; aiutare a colmare questo vuoto: la presenza negli organici funzionali di docenti di classi di concorso affini all&rsquo;economia (e, allo stesso modo, al diritto) permetterebbe di estendere la progettualit&agrave; sui temi economici.<br /><br />&ldquo;In Italia &ndash; ha aggiunto – manca un vero e proprio liceo economico, mentre negli altri Paesi europei a questo indirizzo &egrave; attribuita la massima importanza. Per dare al Liceo economico sociale una dignit&agrave; paragonabile ai licei classico o scientifico &egrave; per&ograve; necessario formare adeguatamente i docenti e anche decidere quale economia si vuole davvero insegnare. Anche per colmare il problema dell&rsquo;analfabetismo finanziario. Secondo un&rsquo;indagine dell&rsquo;Ocse sulle competenze dei quindicenni scolarizzati, dalla banale interpretazione di una fattura al confronto tra due prestiti con diversi tassi d&rsquo;interesse, i ragazzi italiani in media si collocano al penultimo posto (peggio di noi c&rsquo;&egrave; solo la Colombia). E&rsquo; necessario quindi garantire agli allievi pi&ugrave; dotati e motivati alla comprensione della realt&agrave; economica e produttiva l&rsquo;opzione di costruire la propria cultura e il proprio futuro professionale, qualunque esso sia, sulle moderne scienze economiche e sociali, intese come una terza area scientifica moderna, distinta da quella classica e da quella scientifica. Le scienze economiche e sociali possono infatti offrire a qualunque giovane una dotazione di competenze duttili e moderne, che l&rsquo;aiuteranno nella lettura della realt&agrave;, nelle scelte nell&rsquo;uso delle risorse, nella comprensione delle attivit&agrave; aziendali, nel rispetto delle regole che presiedono la convivenza civile&rdquo;.&nbsp;

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