Il garante dell’infanzia e dell’adolescenza ha partecipato a Roma alla nona conferenza dei garanti regionali. In Basilicata attualmente 113 minori stranieri, di cui 106 non accompagnati
“Nella maggior parte dei casi i minori che arrivano in Basilicata e che vengono collocati in strutture hanno per lo più 17 anni e il tempo per lavorare con questi è poco, circa un anno, per cui diventa difficile progettare un percorso d’inserimento sociale con chi non parla nemmeno l’italiano e con vissuti alle spalle fortemente traumatici”. Lo ha detto il garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza, Vincenzo Giuliano, che nei giorni scorsi ha partecipato ai lavori della Conferenza nazionale dei garanti regionali per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, alla presenza della nuova garante nazionale, Filomena Albano, “per discutere in particolare sui minori stranieri non accompagnati e sulle comunità educative ospitanti”.<br /><br />A parere di Giuliano, che ha presentato il quadro generale della situazione nella nostra regione sia dei minori stranieri ospitati nelle nostre strutture (113) che di quelli non accompagnati (106), “ad aggravare, poi, la situazione una non sempre adeguata preparazione dei servizi territoriali sulle procedure da seguire; una mancanza di linee guida per i servizi che prendono in carico i minori (Questura, tribunale dei minori, tribunale ordinario, servizi sociali, strutture residenziali, servizi sanitari,ecc) ed una manifesta diffidenza e insofferenza della popolazione locale nei confronti di questi minori stranieri”.<br /><br />A tutto ciò si deve aggiungere, ha concluso il garante della Basilicata, “l’assenza di criteri di selezione e valutazione delle comunità educative ospitanti; l’inadeguatezza della retta corrisposta per l’affidamento alle comunità; i notevoli ritardi nel trasferimento delle risorse e la mancanza di tutori (forse per carenze di incentivi) a cui affidare il cammino di questi ragazzi, non solo dal punto di vista giuridico -burocratico ma anche formativo – civile e lavorativo”.