“Il Terzo Polo è innanzitutto il progetto politico e civile per liberare le energie più sane della società alle quali, intorno alle parole chiave sobrieta', beni comuni, valori, interesse nazionale, offrire una vera e democratica possibilità di alternanza di cui il Paese ha assolutamente bisogno”. E’ quanto sostiene Vilma Mazzocco, coordinatore regionale e responsabile nazionale dell’ApI per il Mezzogiorno, sottolineando che “gli Stati Generali del Terzo Polo segnano un punto di arrivo di un lungo percorso avviato da mesi da Udc, ApI, Fli, Mpa per superare il bipolarismo e concorrere nell’impresa nazionale complessa di far uscire l’Italia dalla crisi conservando la coesione nazionale e sociale ma, al tempo stesso, un punto di partenza per accrescere consensi e allargare la partecipazione sul territorio".
Per Mazzcco "Il sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera conferma che oltre al 12% degli italiani che “voterebbe certamente per il Terzo Polo”, c’è una disponibilità potenziale a dare il proprio consenso da parte di un altro 25%. Questo significa che è necessario raggiungere tutti i cittadini che guardano con attenzione al nostro progetto che in questa delicatissima fase di passaggio della vita politica ed istituzionale del nostro Paese è una risposta concreta ai sempre più diffusi e preoccupanti fenomeni di anti-politica e anti-casta. Non a caso al primo posto del nostro impegno – aggiunge la dirigente dell’ApI – mettiamo un comportamento in politica improntato sulla sobrietà, misure severe per limitare le spese della politica, insieme a scelte coraggiose per la ripresa dello sviluppo e l’occupazione specie giovanile e femminile. E per dimostrare che il Terzo Polo è un’alternativa credibile dobbiamo mettere in agenda un programma autenticamente riformatore che abbia come priorità la tenuta dello stato sociale, la solidarietà intergenerazionale, il superamento dello squilibrio Nord-Sud, la promozione dell’impresa sociale”.
Secondo Mazzocco, inoltre “le crescenti aspettative e il forte interesse che viene dal mondo cattolico per il Terzo Polo rafforzano quella “mission” che attende l’intera componente cattolica del Terzo Polo, che ho indicato già in occasione della vigilia degli Stati Generali, sintetizzabile intorno all’impegno per saldare i movimenti prepolitici, culturali, ideali, sociali e civili del variegato pianeta cattolico, nel pieno rispetto della loro autonomia, al percorso che ci siamo dati per l’attuazione del nostro progetto politico. Specie dopo la convention romana la “mission” si carica di nuove responsabilità: spetta allo spessore della classe politica riformista, cattolica e non, raccogliere la sfida e rilanciare, dopo i ripetuti appelli di papa Benedetto XVI rivolti alla classe dirigente che ispira la sua azione agli orientamenti della dottrina sociale della Chiesa, per dare voce e protagonismo ad un blocco sociale, affinché orienti le scelte politiche su famiglia, lavoro e altri temi di maggiore attualità. È in questo momento che la “cassetta degli attrezzi” dei cattolici può rivelarsi preziosa”.