Mazzeo su autorizzazione pozzo esplorativo Pergola1

Il consigliere regionale dell’Idv: “la Val d’Agri non può essere assoggettata a scelte avventate e poco ponderate dell’oggi perché i costi salatissimi che ne deriveranno saranno, soprattutto, a carico delle future generazioni”

“Già a settembre ho richiamato l’opportunità di fermare le trivellazioni e le attività estrattive, in attesa di definire le condizioni ottimali, a partire dalla sicurezza specie per le questioni riguardanti la salute dei cittadini e l’ambiente. A distanza di pochi mesi prendo atto, con delusione e disappunto, del giudizio favorevole di compatibilità ambientale e dell’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione del pozzo esplorativo Pergola1, nell’agro di Marsico Nuovo, concessi dalla Regione Basilicata”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale di Italia dei Valori, Enrico Mazzeo sottolineando che “non sono state date risposte esaurienti alle indicazioni e alle richieste pervenute sia da parte della comunità marsicana e dei loro amministratori che dalle diverse associazioni ambientaliste”.

A parere del consigliere “sbalordisce il fatto che le esperienze maturate in questi anni non hanno modificato, di fatto, la ‘visione’, che alla luce dei fatti appare miope, soprattutto da parte di chi dovrebbe invece garantire la sicurezza e la salute dei cittadini attraverso la tutela del territorio. Le estrazioni petrolifere, come ampiamente dimostrato, nonostante i moderni e sofisticati meccanismi utilizzati, creano comunque danni di vario genere, soprattutto con infiltrazioni alle sottoistanti falde acquifere. Occorre tenere presente che le compagnie petrolifere hanno come unica e primaria ‘mission’ il profitto. Questi notevoli interessi economici mettono in secondo piano la sicurezza delle popolazioni”. “Ricordo la posizione del presidente De Filippo che ha sempre sostenuto – aggiunge l’esponente di Idv -, con argomentazioni anche ad effetto, che non avrebbe autorizzato nuove trivellazioni senza l’accettazione di nuove clausole per una maggiore garanzia, forse dimenticando al momento che vi erano ancora molti pozzi non ancora perforati, ma già autorizzati col vecchio accordo. E’ legittimo parlare di comunicazione fuorviante e per alcuni aspetti anche ingannevole. È strategicamente sbagliato oltre che improduttivo autorizzare nuove perforazioni, in attesa dell’incontro, perentoriamente richiesto e tanto pubblicizzato, ma mai definito con l’A.D. dell’Eni Paolo Scaroni e prima della definizione del Memorandum sul petrolio; vuol dire presentarsi debole al tavolo delle trattative”.

Per Mazzeo “c’è bisogno di regole certe ed atteggiamenti ispirati ad una grande autonomia, senza forme di subalternità verso l’Eni e le altre compagnie petrolifere, ma pretendendo il rispetto più puntuale non solo delle disposizioni ed autorizzazioni previste, ma anche con l’adeguamento alle nuove prescrizioni. In altre Nazioni la normativa di autorizzazione alle estrazioni è molto più severa e restrittiva con contropartite sicuramente meno mortificanti per le popolazioni interessate, anche in termini di sviluppo, occupazione e benessere economico. Ecco perché, a mio parere, bisogna definire una posizione condivisa di grande responsabilità, per quanto attiene il problema estrazione petrolio e le sue conseguenze, sottovalutare oggi significa creare le condizioni per problemi enormi domani. La Val d’Agri – conclude – non può essere assoggettata a scelte avventate e poco ponderate dell’oggi perché i costi salatissimi, che ne deriveranno, saranno soprattutto a carico delle future generazioni. La classe politica attuale, su questi problemi, si gioca la credibilità e la legittimazione a rappresentare e difendere le esigenze vere della nostra comunità”.

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