Il consigliere regionale esprime “preoccupazione per la delega al Comune capofila delle aree programma”
“Trasferire, sia pure in via transitoria, le complesse e delicate funzioni tecnico-amministrative in materia forestale ad un Comune capofila delle Aree Programma, che somigliano sempre più alla classica torre di Babele per la sovrapposizione di compiti e funzioni che si ritrovano in diverse strutture presenti sul territorio, produrrà disfunzioni e non pochi problemi pratici”. E’ il commento del consigliere regionale Franco Mattia (Pdl), che “nella discussione sulla Finanziaria 2012 ha presentato un emendamento – sottolinea – “profondamente innovativo e autenticamente riformista”.
“Ho proposto – precisa Mattia – di delegare l'esercizio delle funzioni di cui alla legge 42/98 (norme in materia forestale) alle strutture operative del Dipartimento Agricoltura. E’ un vecchio tema che bisogna affrontare, una volta per tutte, perché non condivido la scelta di allocare nel Dipartimento Ambiente tutta la materia forestale. A mio parere – continua il consigliere del Pdl – è necessario che nel comparto dell'Agricoltura si collochi questo particolare settore che avendo anche personale qualificato e potenziato da quello competente per le attività di forestazione, meglio si presta ad esercitare le misure in materia forestale, perché in stretta connessione con il programma di sviluppo rurale. E’ sufficiente rileggere alcuni obiettivi-progetto del programma di sviluppo rurale per verificare che il comparto forestale rientra nella strategia comunitaria per le foreste secondo l'obiettivo di migliorarne la competitività e incrementare l'uso sostenibile dei servizi e dei prodotti forestali”.
Secondo Mattia “si continua a mantenere il settore forestale in uno stato comatoso e sofferente, in particolare a redditività sub-marginale, assoggettandolo ad un'attività di tipo esclusivamente assistenziale ed improduttiva, delegando ad una molteplicità di funzioni ad un Comune capofila. Questa, a mio avviso, è un'operazione scellerata ed irresponsabile. Inoltre le assunzioni di responsabilità vanno al di là di quelle attribuite dalla legislazione vigente agli stessi Comuni, implicando oneri aggiuntivi ed una mole di lavoro che sarebbe oltremodo gravoso e difficilmente compatibile con gli organici disponibili che sono anche privi di professionalità specifica. Ancora, i compiti delegati sono persino contrastanti con i principi statutari che disciplinano gli ordinamenti comunali, cioè ogni Comune dovrà aggiornare il proprio statuto in funzione di questa delega che viene conferita con l'individuazione del Comune capofila”.
“Se questa è la nuova governance territoriale attraverso le Aree-programma, nonostante l’alibi della transitorietà sostenuta con finta convinzione dal Presidente De Filippo e, decisamente, con meno convinzione dagli altri esponenti del centrosinistra – conclude Mattia – c’è da preoccuparsi: se andiamo a vedere lo stato di efficienza protettiva e produttiva dei boschi in questi tempi, tutto l'apparato forestale, tutti i boschi della Basilicata sono vecchi e ammalati. E’ necessario curarli, certamente con una selvicoltura nuova, con una selvicoltura giovane che tenga conto dell'antico per proporre il moderno, per proporre il nuovo che faccia passare attraverso la salvaguardia ambientale un nuovo sviluppo economico e sociale”.